Nel progetto di «Governance AM» la 1ª Brigata Aerea si trasferisce a Cervia (RA)

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Alle sue dipendenze quattro Stormi: 15°, 9°, 16° e 17°         La storia della Brigata              Il Cfss

Testo e foto di Claudio Toselli

primo piano generale agresti mezzo generale squadra aerea maurizio lodovisi e generale comelli
In primo piano il gen. br. Agresti, al centro sullo sfondo il gen. sq.a. Maurizio Lodovisi e a destra gen.div. Comelli

22 settembre 2014, all’aeroporto militare di Cervia (Ravenna), sede del 15esimo Stormo Sar (Search and Rescue – ricerca e soccorso), ha avuto luogo la cerimonia di insediamento della 1ª Brigata Aerea “Operazioni speciali” (1ª Baos) e il contestuale avvicendamento al vertice tra il generale Divisione Aerea Roberto Comelli, comandante uscente ed il generale di Brigata Aerea Francesco Saverio Agresti, comandante subentrante.
Lo spostamento della 1ª Brigata Aerea da Roma a Cervia si configura nell’ambito del processo di ristrutturazione della Forza Armata (progetto “Governance AM”) e di razionalizzazione dello strumento militare, allo scopo di ottimizzare le risorse finanziarie disponibili. La nuova configurazione della Brigata prevede l’acquisizione alle proprie dipendenze del 15esimo Stormo in aggiunta al 9° Stormo, al 16esimo Stormo e al 17esimo Stormo, integrando in tal modo le capacità operative dello specifico comparto.
All’evento ha presenziato il generale di Squadra Aerea Maurizio Lodovisi, comandante della Squadra Aerea da cui dipende la Brigata e ha visto la partecipazione delle autorità civili e militari locali, oltre naturalmente alla presenza del personale militare della 1ª Baos e dei propri Reparti dipendenti.
Nell’ambito della cerimonia, i due comandanti in avvicendamento hanno usato parole di plauso e ringraziamento per tutto il personale della brigata e dei reparti dipendenti che, a vario titolo, hanno contribuito al pieno raggiungimento degli obiettivi addestrativi proposti, unitamente al conseguimento degli eccellenti risultati operativi nei vari scenari di impiego.
La 1ª Baos è articolata su quattro Stormi: il 9° di Grazzanise, il 15° di Cervia, il 16° Protezione delle Forze di Martina Franca ed il 17° Incursori di Furbara. Con questa configurazione è in grado di impiegare elicotteri, mini-Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto), apparati ed equipaggiamenti avanzati, indirizzandosi sulla preparazione minuziosa di personale altamente specializzato, in grado di operare in svariati ambienti e con strumenti particolarmente efficaci.
La 1ª Brigata Aerea “Operazioni speciali” trae le sue origini dal 1° Stormo caccia, dal quale ha ereditato lo stemma raffigurante un arciere alato nell’atto di scoccare una freccia. 

Ufficialmente, la Brigata nacque il 1° marzo 1959 con il nome di Prima Aerobrigata intercettori teleguidati, segnando l’ingresso in servizio per la Forza Armata dei missili, o intercettori teleguidati, inizialmente con il sistema Nike Ajax e, successivamente, integrato e sostituito con il Nike Hercules. 

Dalla sede di Padova, la Brigata comandava un complesso sistema di Enti dipendenti, tanto da diventare il Reparto più numeroso, in termini di personale, dell’intera Forza Armata. 

Nel difficile e teso periodo della “Guerra fredda”, i Reparti dotati del missile Nike erano inseriti nella catena di difesa europea per fronteggiare l’eventuale invasione aerea da parte dei Paesi appartenenti al Patto di Varsavia, avendo quindi il delicato compito di garantire la sicurezza dei cieli del nord-est del Paese. 

Il 1° novembre 1985, la Prima Aerobrigata assunse la definitiva denominazione di Prima Brigata Aerea. 

Attraverso i decenni, l’inevitabile processo di razionalizzazione delle forze ha portato, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, a una radicale ristrutturazione della Forza Armata, la quale ha visto la soppressione di numerosi enti e reparti a cui non si è sottratta la Prima Brigata Aerea. 

Gli anni ’90 hanno comunque visto l’introduzione di un nuovo sistema missilistico, lo “Spada”, dedicato alla difesa a corto raggio, posto alle dipendenze della 1ª Brigata Aerea per il tramite del Reparto missili ed intervenuto a difesa di numerosi eventi di portata mondiale, come il vertice Nato-Russia ed i funerali di Papa Giovanni Paolo II. 

Rispettivamente nel 2003 e nel 2004 vennero posti alle dipendenze della 1ª Brigata Aerea due Reparti completamente nuovi per la Forza Armata, il Reparto incursori AM, ora 17° Stormo Incursori ed il 16°Stormo– Protezione delle Forze, concepiti per affrontare le sfide che la storia recente ci ha posto dinanzi -terrorismo internazionale e minacce asimmetriche alla sicurezza dei Paesi occidentali- proiettando 1ª Brigata Aerea di fatto verso un ruolo di crescente rilievo nel precipuo settore. 

In quest’ottica di sviluppo, il 24 novembre 2006, la 1ª Brigata Aerea ha dismesso un pezzo consistente della sua storia, lanciando, dopo quasi 50 anni di “Onorato servizio”, l’ultimo missile Nike Hercules. 

Il 1° luglio 2007, nell’ambito di un nuovo processo di ristrutturazione della Forza Armata, un cambiamento epocale ha interessato la 1ª Brigata Aerea che ha assunto la denominazione di 1ª Brigata Aerea “Operazioni Speciali”. Ciò ha determinato la cessione completa delle competenze missilistiche al 2° Stormo e l’assunzione definitiva della gestione, con una connotazione marcatamente aeronautica, del settore delle Forze Speciali e della Protezione delle Forze, di nuova concezione per l’AM. 

La ristrutturazione ha visto inoltre inserito, alle dipendenze della 1a Brigata Aerea “Operazioni speciali”, il 9° Stormo di Grazzanise che, con gli elicotteri HH-212 del 21° Gruppo, ha assunto il compito di fornire un’irrinunciabile capacità aerea a supporto, integrazione ed estensione delle competenze delle Forze Speciali e della Protezione delle Forze. 

Proseguendo negli adeguamenti relativi alla ristrutturazione dell’AM, la 1ª Brigata Aerea è stata rilocata il 31 ottobre 2009 presso l’aeroporto militare di Centocelle in Roma, con una configurazione ed un organico ridotti, divenendo un Comando Intermedio del Comando Squadra Aerea, l’Alto Comando della Forza Armata cui è deputato il compito di mantenere addestrati il personale e gli assetti in dotazione per il successivo impiego nei vari scenari operativi. 

Il lavoro di studio, progettazione e sperimentazione della 1ª Brigata Aerea OS, seguendo le indicazioni e le necessità dell’Aeronautica militare, ha condotto alla costituzione presso l’aeroporto di Grosseto, del “Centro cinofili dell’AM” il 1° luglio 2010 con il compito di preparare, approntare e fornire unità cinofile Fpd (Force Protection Dog) ed Edd (Explosive Detection Dog) quale parte integrante della Protezione delle Forze. Il Centro attualmente è passato alle dipendenze del 16° Stormo FP di Martina Franca. 

Dal momento della sua rimodulazione, mediante l’impiego delle risorse fornite da tutti i Comandi dipendenti, la 1ª Brigata Aerea “Operazioni speciali” ha costantemente ed incessantemente fornito i fondamentali contributi nello svolgimento di importanti e delicate operazioni, sia in Patria (Operazioni “Strade sicure”) che all’estero, in diversi contesti: da quello afghano a quelli libanese, congolese, haitiano e molti altri. Tutt’oggi, personale della 1ª Brigata Aerea “Operazioni speciali”, e di tutti i propri Enti dipendenti, è impegnato in vari teatri operativi lontani dal suolo patrio.

In questo contesto, l’addestramento del personale e l’approntamento delle risorse assegnate assumono un ruolo fondamentale nella preparazione dei pacchetti capacitivi che la Brigata è in grado di fornire in caso di necessità, e ciò viene perseguito mediante l’organizzazione e la partecipazione ad attività esercitative ed addestrative nazionali ed internazionali, spesso interforze (Scaglia, Notte Scura, Gazzaladra, Star Vega, Volcanex, Tactical Leadership Programme, Serpentex, Bold Quest, Red Flag sono solo alcune delle esercitazioni effettuate), grazie alle quali sono state acquisite nel tempo capacità operative di estremo rilievo.
Nell’ambito del processo di riorganizzazione del comparto Difesa, a cui l’Aeronautica Militare contribuisce con il progetto “Governance AM”, dopo una permanenza di quasi cinque anni sullo storico aeroporto militare di Centocelle, la 1a Brigata Aerea “O.S.” ha lasciato la Capitale per rilocarsi sulla base aerea di Cervia con l’intenzione di incrementare l’operatività e unire presso un’unica base, nel tempo, diversi reparti e capacità che già appartengono al comparto della stessa Brigata, permettendone così un’integrazione e un’interoperabilità molto più avanzate.
Attualmente, la 1ª Brigata Aerea “O.S.” è posta alle dirette dipendenze del Comando delle forze di supporto e speciali (Cfss) ed è articolata su quattro Stormi, come abbiamo visto in precedenza. 

La missione della Prima Brigata Aerea è dunque mutata: inizialmente connessa con la gestione di sistemi d’arma assolutamente tecnologici come quello missilistico, ha successivamente riguardato l’impiego di elicotteri, mini Apr (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), apparati ed equipaggiamenti allo stato dell’arte, indirizzandosi decisamente sulla preparazione minuziosa di personale altamente specializzato, in grado di operare in svariati ambienti e con strumenti particolarmente efficaci. 

L’uomo quindi -e non più la macchina- assume un ruolo centrale per svolgere la missione assegnata, con le sue potenzialità fisiche e con la sua motivazione ritorna al centro delle operazioni, utilizzando equipaggiamenti sofisticati per poter compiere al meglio il proprio dovere ed affrontare le sfide che giornalmente si pongono all’attenzione di tutta la comunità internazionale.

Comando delle forze di supporto e speciali (Cfss)
Istituito in data 22 settembre 2014, dalla ristrutturazione del “Comando delle forze per la mobilità e il supporto”, con l’acquisizione della 1ª Brigata Aerea Operazioni speciali il “Comando delle forze di supporto e speciali” (Cfss) ha cambiato nominativo implementando la propria missione ed ampliando le proprie competenze. Di fatto, quindi, il Cfss costituisce il polo di eccellenza per la Forza Armata nell’ambito del Combat Support, complesso di capacità operative che racchiude tra le altre il Personnel Recovery, la Force Protection, le Special Operations, l’Airlift Transportation e l’Air-to-Air Refuelling. 

La missione assegnata al Cfss è di acquisire e mantenere la prontezza operativa delle forze assegnate, curandone il costante aggiornamento e l’ottimizzazione delle procedure d’impiego; ciò allo scopo di condurre attività aeree di supporto alle forze da combattimento, assicurando la preparazione e l’implementazione del personale e dei mezzi in dotazione, nonché la relativa protezione e proiezione nei vari scenari di operazione.
Il Personnel Recovery di fatto si configura come un insieme di capacità che riguardano il “recupero del personale in ogni condizione”, militare o civile che sia; le tipologie di interventi spaziano dal Sar (Ricerca e Soccorso in territorio amico) al C/Sar (Sar in ambiente ostile o contestato da minaccia), dalle Neo (Noncombatant Evacuation Operation –evacuazione di personale civile da territori stranieri non più in sicurezza) alle Nar (Nonconventional Assisted Recovery- esfiltrazione, mediante l’impiego di Forze Speciali, di personale civile e/o personalità istituzionali trattenute in ostaggio). 

La Force Protection è costituita dall’insieme di misure e procedure volte a ridurre al minimo la vulnerabilità del personale, delle installazioni, dei mezzi e delle operazioni, a stretta connotazione aeronautica, rispetto a qualsiasi minaccia e in ogni circostanza; ciò allo scopo di preservare la libertà d’azione e l’efficienza operativa delle forze in campo. 

Le Special Operations (OS) possono essere definite come attività condotte da forze militari specificamente designate, organizzate, addestrate ed equipaggiate per conseguire risultati operativi, militari o informativi, mediante l’impiego di mezzi ed equipaggiamenti non convenzionali, in aree potenzialmente ostili o non facilmente accessibili. Queste operazioni rappresentano sempre un’opzione selezionata e flessibile e sono condotte indipendentemente od in congiunzione con le forze convenzionali, differenziandosi da queste ultime per il maggior impegno fisico, per le tecniche operative e per le modalità d’impiego. 

L’Airlift Transportation racchiude le potenzialità di trasporto di personale, materiali e mezzi ovunque ve ne sia necessità, in territorio nazionale e all’estero, con una capacità di intervenire in ogni condizione e con minimo preavviso, anche in territori ostili. 

L’Air-to-Air Refuelling è una capacità strategica che la Forza Armata ha fortemente voluto e sviluppato acquisendo un ruolo di spicco a livello internazionale. Il rifornimento in volo viene assicurato con gli assetti a disposizione per l’intera gamma di velivoli della FA ed è sempre più oggetto di interesse da parte di altri Paesi che non sono in possesso di tali capacità operative.
Il Cfss, comandato da un Generale di Divisione Aerea, ha sede presso l’aeroporto militare “Francesco Baracca” di Centocelle (Roma) e svolge la propria missione in seno al Comando Squadra Aerea, l’Alto comando dell’Aeronautica militare cui è deputata la responsabilità di addestrare ed impiegare uomini e mezzi delle unità operative della Forza Armata.
Alle dipendenze del Cfss operano i seguenti Enti/Reparti: 

la 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali di Cervia (Ravenna), la 46ª Brigata Aerea di Pisa, 
il 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma), il 31° Stormo di Ciampino (Roma), il Comando aeroporto Sigonella (Catania), la Rappresentanza Aeronautica Militare italiana (Rami) con sede a Geilenkirchen (DE), il Rami di base a Little Rock (Usa) e il Rami Brize di base a Norton (Regno Unito).