Il satellite AGILE dell’Agenzia Spaziale Italiana spegne otto candeline

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Il satellite scientifico italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) dell’Agenzia Spaziale Italiana (foto ASI)

Dopo aver fornito e prodotto dati scientifici di particolare rilievo e aver superato tutte le aspettative di vita previste, l’instancabile satellite scientifico dell’ASI festeggia oggi l’ottavo compleanno

Il satellite scientifico italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) dell’Agenzia Spaziale Italiana (foto ASI)
Il satellite scientifico italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) dell’Agenzia Spaziale Italiana (foto ASI)

Non finisce mai di stupirci: la sua vita operativa prevista inizialmente era di due anni, oggi invece festeggia ben otto compleanni. È il satellite scientifico italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Lanciato il 23 aprile 2007 dalla base di Sriharikota a bordo del vettore indiano PLSV, il satellite veniva inserito in un’orbita bassa – a circa 530 Km – sul piano equatoriale terrestre, iniziando così la sua avventura. In questi anni AGILE ha compiuto più di 41.300 orbite attorno alla Terra ed ha effettuato tantissime osservazioni astronomiche del cielo sia ai raggi X che ai raggi γ. Queste osservazioni sono state regolarmente trasmesse a Terra, tramite la stazione di tracking dell’ASI di Malindi (Kenya) e da qui sono state rilanciate verso il ASI Scientific Data Center (ASDC) di Roma, che ha provveduto a renderle disponibili alla comunità scientifica nazionale e internazionale e, successivamente, a gestirne il catalogo.

«AGILE ci ha riservato una lunga serie di unicità dal lancio, con il perfetto funzionamento del lanciatore indiano PSLV, alla capacità di funzionare altrettanto bene nel modo operativo nominale e poi, al termine della missione inizialmente prevista, in quello ridotto di “spinning”, fino alla parte più importante: le scoperte scientifiche – ha commentato Enrico Flamini, Chief Scientist dell’ASI – Ricordo che quando la missione fu selezionata le aspettative di tutti erano elevate, ma non penso che nessuno avesse previsto che un piccola missione, con un costo dieci volte minore di una missione media europea, potesse fornirci scoperte come la variabilità della Nebulosa del Granchio o l’esistenza di lampi gamma terrestri di altissima energia.»

Le scoperte scientifiche effettuate dal satellite AGILE sono state numerosissime: dall’origine dei lampi gamma cosmici, alle sorgenti sul disco galattico non identificate, ai nuclei galattici attivi. Il cuore del satellite è un rivelatore gamma di nuova generazione, naturale conseguenza dell’evoluzione dei rivelatori dedicati a esperimenti di fisica delle particelle elementari, prodotto della collaborazione tra diversi laboratori dedicati ad attività spaziali e di fisica delle particelle (INAF, INFN, CNR). In otto anni di vita, il satellite AGILE ha acquisito la mappa completa del cielo osservato nella radiazione gamma. Inoltre ha esplorato la nostra Galassia, rivelando varie sorgenti galattiche soggette a cambiamenti molto rapidi e frequenti episodi di emissione X provenienti da molte stelle di neutroni e buchi neri.

Il satellite ha poi registrato, il 23 settembre 2010, alcune gigantesche emissioni gamma prodotte intorno alla stella di neutroni in rapida rotazione intorno al proprio asse al centro della Nebulosa del Granchio (Crab), una delle sorgenti più brillanti del cielo nello spettro X e gamma che si pensava fosse costante nel tempo. Per questa scoperta, nel 2012, il prestigiosissimo premio scientifico “Bruno Rossi” è stato assegnato dalla High Energy Astrophisics Division dell’American Astronomical Society (AAS) alla missione AGILE e al suo responsabile scientifico, il Prof. Marco Tavani dell’INAF di Roma. «AGILE in orbita dopo otto anni con grande resa scientifica – ha dichiarato Tavani – è la dimostrazione della collaborazione tra ASI, istituti scientifici e industria che in Italia si è realizzata pienamente. Siamo orgogliosi di tutto questo e soprattutto dei giovani ricercatori e ingegneri che abbiamo formato e che ora costituiscono la base per il futuro della ricerca spaziale italiana.»

Più di recente, l’attività di osservazione scientifica di AGILE è stata anche indirizzata alle osservazioni di alcuni fenomeni di tipo ‘terrestre’, ancor oggi poco studiati. Si tratta dei lampi gamma terrestri (Terrestrial Gamma Flashes – TGF) di brevissima durata – pochi millisecondi – che vengono prodotti a terra in occasioni di violenti temporali e, osservati prevalentemente, nelle zone tropicali e equatoriali del nostro pianeta. Il satellite AGILE è particolarmente adatto allo studio di questi fenomeni sia per la sua orbita bassa equatoriale e sia per la particolare strumentazione scientifica di bordo che si è rivelata assai utile nello studio di questi fenomeni di fisica delle particelle terrestri. L’interesse di studio verso questi fenomeni non è solo di tipo scientifico ma è anche di tipo tecnologico, soprattutto in campo aeronautico per le potenziali implicazioni sulla elettronica di bordo degli aerei.

(Ufficio Stampa ASI – Agenzia Spaziale Italiana) 23 aprile 2015

(EdP-mb)