ADR: Fiumicino, al via la nuova edizione di “Navigare il territorio”

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Riapre al pubblico il Parco archeologico dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano. In programma visite guidate e laboratori per bambini e famiglie dei territori di Fiumicino e Ostia. Una navetta gratuita collegherà il sito con l’aeroporto Leonardo da Vinci. Apertura fino a novembre. Coinvolte anche scuole di Ostia.

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Tutti i fine settimana, a partire dal giovedì, è possibile visitare l’unico porto romano giunto intatto fino al nostro tempo, grazie a “Navigare il territorio”, un progetto della Fondazione Benetton Studi Ricerche, di Aeroporti di Roma e della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, in collaborazione  con la Città di Fiumicino e la Rete scolastica “Progetto Tirreno – Eco-Schools” di Fiumicino.

L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, quest’anno è stata ulteriormente potenziata e ampliata, grazie alla collaborazione tra tutti i partner. Aumentano infatti i giorni di apertura (fino al 26 novembre 2017), così come il numero delle scuole coinvolte: oltre al territorio di Fiumicino, la nuova edizione interessa infatti anche i principali istituti della zona di Ostia.

Tra gli appuntamenti in programma, diverse iniziative per i più piccoli e per famiglie: dai laboratori creativi ai corsi in lingua inglese, dalle lezioni  di yoga alle competizioni a squadra, dove liberare la creatività. Si tratta di un fitto calendario di eventi strutturati per l’intrattenimento di mamme e piccoli e organizzati dopo l’orario di chiusura delle scuole. Senza contare le oltre 200 visite guidate del sito, organizzate anche in questa edizione in italiano e in inglese.

I tesori del Porto saranno disponibili anche per i passeggeri del Leonardo da Vinci: nei giorni di apertura infatti, sarà operativa al Terminal 3, livello Partenze, una navetta gratuita per raggiungere il Parco archeologico in pochi minuti direttamente dall’aeroporto. Il servizio è stato progettato anche a beneficio dei passeggeri in transito sul Leonardo da Vinci che vogliano sfruttare il tempo tra il volo di arrivo e quello di partenza, visitando gratuitamente un sito di elevato rilievo storico e culturale. All’interno dello scalo, infine, è stato allestito un apposito corner informativo per illustrare ai passeggeri le particolarità del sito archeologico e dare info utili per raggiungerlo.
L’ultima edizione si è chiusa a ottobre dello scorso anno con circa 20.000 visitatori.

Siamo davvero orgogliosi di questa iniziativa – ha dichiarato l’AD di Aeroporti di Roma Ugo de Carolisunica nel suo genere per la sua capacità di far interagire in modo positivo le più importanti realtà pubbliche e private presenti sul territorio. Il sito – ha proseguito – ci consente di offrire ai nostri passeggeri un’immersione in un antico porto romano, un‘esperienza unica che nessun’altro aeroporto al mondo può vantare. Anche per questo tipo di iniziative, i viaggiatori ci hanno votato come lo scalo più apprezzato in tutta Europa”.

L’area di Portus, se ben collegata al sito di Ostia antica, può contribuire a costruire una diversa identità al territorio di Fiumicino, non più periferia infrastrutturale di Roma, ma luogo dotato di una sua centralità e vocazione, capace di essere più attraente sia verso i residenti che per i turisti. Il progetto Navigare il territorio è una piccola traccia in questa direzione, che va seguita e incrementata” è il commento del Direttore della Fondazione Benetton  Marco Tamaro.

 “I Porti Imperiali di Claudio e Traiano – ha affermato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino rappresentano un patrimonio archeologico unico al mondo. Sin dal nostro insediamento abbiamo puntato su questo sito per una nuova idea di sviluppo territoriale coinvolgendo i nostri studenti in progetti come Articolo 9 e in iniziative culturali come le Traianee che aprono questo inestimabile bene storico e ambientale al teatro e alla musica.  È nostra intenzione proseguire nel cammino intrapreso, incentivando azioni di valorizzazione e promozione del sito ogni volta che si presenterà l’occasione, nonché a sostenere tutte quelle iniziative che, organizzate all’interno, contribuiscono a diffondere la conoscenza di tale sito archeologico in Italia e all’estero”.

Per Mariarosaria Barbera, direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, “…il sito di Porto, insieme all’intero Parco archeologico di Ostia, restituisce a chi lo visita la complessa e affascinante immagine di una città antica nel suo divenire, con le infrastrutture portuali che hanno contribuito a farne la capitale del mondo romano. L’iniziativa si pone in coerenza con il fine che lo Stato persegue per il tramite del Parco Archeologico, cioè incrementare e potenziare la funzione formativa di luoghi archeologici di eccezionale rilievo per un numero crescente di visitatori, inclusi bambini e ragazzi in età scolare, il che ben si lega alla funzione di approdo del sito, tanto più in connessione con il vicino aeroporto”.

Tutti i materiali dell’iniziativa, comprese le indicazioni su come partecipare alle attività gratuite, sono disponibili sui siti www.navigareilterritorio.it e su www.adr.it.

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Il Porto Imperiale di Claudio e Traiano

Considerato una della più importanti opere di ingegneria civile del mondo antico, con la sua celebre forma esagonale, il Porto di Traiano permetteva l’attracco contemporaneo di circa duecento navi.

Nel II secolo d.C., Roma raggiungeva il milione e mezzo di abitanti, era capitale di un impero multietnico, centro politico e motore di un mercato che si estendeva dalle coste atlantiche dell’Europa alla penisola arabica. La forte crescita demografica e i conseguenti problemi di approvvigionamento indussero l’imperatore Claudio a far costruire, a partire dal 42 d.C., un nuovo scalo marittimo a nord di Ostia, nell’attuale Fiumicino.

Il grande porto, ampio quasi 200 ettari, si mostrò però poco sicuro. L’imperatore Traiano, per risolvere questa situazione, tra il 112 e il 114 d. C., lo fece riprogettare dal famoso architetto Apollodoro di Damasco che propose di scavare interamente sulla terraferma un nuovo bacino di 32 ettari creando così uno dei più grandi porti di tutto l’impero.

Il porto, perfettamente conservato, si inserisce oggi all’interno di un parco archeologico e naturalistico che consente di affiancare, alla visita dei resti storici, anche l’osservazione di avifauna e di molteplici varietà naturalistiche.

Dal porto al parco. Il paesaggio attuale del porto di Traiano

Il Parco Archeologico è un paesaggio di grandissimo valore culturale e naturale, in cui i resti dell’antico porto si legano al patrimonio arboreo e agli specchi d’acqua, in una unità armonica resa suggestiva dalle tracce del tempo e dall’ambiente creato con la bonifica delle paludi nei primi decenni del 1900.

Il parco sorge sul terreno di sedimentazione depositatosi in circa duemila anni che, all’inizio dell’età moderna (XV secolo), era ormai completamente insabbiato e trasformato in palude. Nel 1924 Giovanni Torlonia, con l’intento di trasformare il sito in tenuta agricola modello, bonificò l’area. Le specie impiegate sono quelle tipiche italiane. Le uniche linee estetiche e geometriche riconoscibili sono quelle dei filari di alberi: platano, cipresso, pino leccio, eucalipto, lungo ì viali e intorno alla Darsena.

Il criterio adottato dallo Stato per l’intervento di riqualificazione dell’area come Parco Archeologico Naturalistico (1997-1998) è stato quello di consentire la lettura dell’antico porto nel rispetto e nella valorizzazione dell’importante patrimonio vegetazione, favorendo l’evoluzione naturale del paesaggio. Nelle aree dove prima c’era il mare è stata scelta una vegetazione bassa a prato per consentire la spazialità dello sguardo e l’idea delle acque nel bacino portuale.

Un accorgimento simile, ma con applicazione quasi opposta, è stato adottato nell’antica Darsena dove è stata mantenuta la vegetazione palustre composta da canne che, ondeggiando al vento, potessero ricordare il movimento e il rumore del mare. Un indicatore importante è costituito nell’area dalle specie di licheni. Bioindicatori della qualità dell’aria, sia con la loro presenza e, ancor più, con la loro assenza, sono specie in grado di fornire informazioni importanti di un parco che costituisce un polmone verde all’interno di un territorio molto antropizzato.

(Fonte: Ufficio Stampa Aeroporti di Roma) Foto: AdR

(EdP-mb)