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Nave Garibaldi

MARINA MILITARE: CONTINUA L’ADDESTRAMENTO DELLA MARINA MILITARE E GUARDIA COSTIERA LIBICA

Concluso il secondo ciclo addestrativo a bordo di Nave San Giorgio

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Si è appena concluso il secondo ciclo addestrativo della Marina Militare e Guardia Costiera libica. Lo scorso 14 novembre i 78 trainees libici e 5 tutors sono stati accolti a bordo dell’Unità anfibia della Marina Militare San Giorgio per riprendere le lezioni e le attività pratiche. Un’attività formativa che si è svolta a bordo di due Unità dell’Operazione SOPHIA di EUNAVFOR MED, Nave San Giorgio e Nave Rotterdam, per formare i primi istruttori della nuova marina/guardia costiera libica.

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Un’immagine dell’Operazione SOPHIA

Gli argomenti fin qui trattati hanno riguardato la navigazione costiera e d’altura, la condotta di imbarcazioni e motovedette, gestione delle telecomunicazioni, arte marinaresca, diritto della navigazione, Ricerca e Soccorso (SAR),  Primo soccorso, Maritime Situational Awareness, Vigilanza Pesca, lotta antincendio e attività di boarding. In questo secondo ciclo hanno preso corpo anche le attività formative trasversali che coinvolgono direttamente l’equipaggio di Nave San Giorgio; in particolare i traineeshanno svolto attività pratica sia in Plancia che nella Centrale Operativa di Piattaforma affiancandosi al personale di guardia per mettere in pratica quanto appreso nel corso delle lezioni teoriche.

E’ continuata anche la formazione nel campo della sicurezza e salvaguardia della vita umana in mare curata dal personale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.  La formazione è stata inoltre arricchita da un nuovo corso di diving sull’attività subacquee curato da operatori della Marina Militare Belga.

Questo secondo ciclo addestrativo è anche l’ultimo che vede impegnata la Nave olandese Rotterdam. Dal prossimo ciclo tutta l’attività si svolgerà esclusivamente a bordo di Nave San Giorgio fino alla primavera del 2017 quando si concluderà la prima delle tre fasi addestrative. La Marina Militare Italiana rivestirà dunque un ruolo sempre più rilevante nel processo di consolidamento delle capacità della Marina/Guardia Costiera libica di riacquisire una piena capacità di controllo dei mari territoriali e allo stesso tempo di contrastare ogni forma di traffico illecito sul mare.

L’intera linea di comando dell’Operazione SOPHIA è italiana, con l’ammiraglio Enrico Credendino (operation commander) e l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto (Force Commander in mare, imbarcato su Nave Garibaldi).

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MARINA MILITARE: CELEBRAZIONI IN OCCASIONE DELLA PATRONA DELLA FORZA ARMATA, SANTA BARBARA

Il primo dicembre sarà celebrata la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano

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Santa Barbara Bendita

Ogni 4 dicembre gli uomini e le donne della Marina Militare e quanti operano per essa, nel ritrovarsi con le comuni origini e valori, festeggiano solennemente la loro Santa Patrona. È tradizione, infatti, a bordo delle navi e presso tutti gli enti e i comandi della Marina Militare commemorare la ricorrenza di Santa Barbara, Patrona della Forza Armata.

Le celebrazioni iniziano a Roma, alle ore 10.30 del primo di dicembre, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dove sua eccellenza monsignor Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia, officerà la Messa solenne aperta a tutta la cittadinanza.

Alla liturgia, accompagnata dalla Banda della Marina Militare, parteciperanno numerose autorità civili e militari, unitamente al personale in servizio e in congedo, alle rappresentanze degli Artiglieri, dei Trasmettitori e dei Vigili del Fuoco e alle relative associazioni combattentistiche e d’arma.

Sarà un momento particolarmente sentito che riunirà il personale della Marina Militare in comune riflessione, col profondo pensiero a coloro che dalle basi in Italia, sui mari di tutto il mondo e nei teatri operativi svolgono il loro quotidiano e silenzioso lavoro al servizio della Patria e dei cittadini.

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Brevi cenni sulla vita di Santa Barbara:Si narra che Barbara di Nicomedia in Bitinia fu rinchiusa in una torre e poi condotta al martirio per la sua indomata fede cristiana osteggiata dal padre pagano Dioscoro, che al “quattro del mese di Dicembre, regnante Massimiano Imperatore, ed essendo preside Marziano…” (circa nel 228 d.C.), fu incenerito da un fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redimersi.

La martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: ‘…tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita l’orazione della tua ancilla… Pregoti il Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio, …mandali grazia per tua misericordia…’

Da queste espressioni si percepisce l’intenso intreccio che lega Santa Barbara agli uomini della Marina Militare.

La leggenda spiega le ragioni per cui subito dopo l’invenzione della polvere da sparo, presso ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, è presente sulle pareti un’immagine della Santa perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto ‘Santabarbare’.”

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(Fonte: Ufficio Stampa Marina Militare, 30 novembre 2016) Foto: Marina Militare

(EdP-mb-ct)