42° Raduno CAP e 25a edizione di “Cielo e Volo” Aviosuperficie “Guglielmo Zamboni”.

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CH 27 RANABOT

Dal nostro inviato Claudio Toselli

Un altro risultato più che positivo, nonostante i problemi meteo, per l’aviosuperficie di Ozzano Emilia, dove il 21 e 22 giugno 2014 sono state organizzate le consuete edizioni annuali del raduno CAP, o Club Aviazione Popolare, e la manifestazione “Cielo e Volo”, giunte, nell’ordine, rispettivamente alla 42a tornata e alla 25a edizione. Entrambe le manifestazioni hanno sofferto sia per il cambio di data, dovuto al forte maltempo della settimana precedente, e sia per la crisi economica che attanaglia anche questo settore, già abbastanza provato per conto proprio.

Nonostante ciò l’edizione di “Cielo e Volo” ha visto la presenza di interessanti novità ad iniziare dagli elicotteri Konner K1, unici al mondo con turbine alimentate diesel o biodiesel, JP-1 o JP4, realizzati completamente in carbonio e prodotti dalla Konner Srl di Amaro (UD), nonché degli elicotteri ULM CH-7 della Helisport Helicopters CH-77 Ranabot, equipaggiati con motore EPA POWER SA.R914-1400  da 130 CV, propulsore in grado di mantenerli nei limiti legati alla categoria nonostante le profonde evoluzioni del velivolo. L’ala rotante ha dato spazio anche a un altro prodotto nel campo degli elicotteri ULM anch’esso novità assoluta a Ozzano: il Guimbal Cabri G2 importato dall’Eurotech Helicopter Service di Caiolo (Sondrio) utilizzabile per turismo, voli dimostrativi, scuola di volo, passaggi macchina. È disponibile anche una versione dotata di grandi galleggianti adatta a operare su specchi d’acqua.

Il campo “dell’ala silenziosa” o dell’aliante ha visto esposto un interessante velivolo: lo Stemme S10 prodotto dalla casa tedesca Stemme AG di Strausberg caratterizzato dalla presenza di un’elica retrattile, pieghevole, riposta all’interno del muso conico quando non è in uso ma utilizzabile quando estratta per il decollo autonomo. L’aliante è caratterizzato inoltre dalla mancanza di un attacco per il traino in quota con altro velivolo, da un carrello di atterraggio biciclo, molto grande e robusto con funzione manuale o elettrica e un ruotino di coda orientabile. Ha la possibilità di ripiegare le ali per un più agevole hangaraggio ed è fornito di un pannello solare sul dorso, dietro la cabina di pilotaggio, in grado di fornire energia elettrica aggiuntiva durante lunghi voli.

Di rilievo anche la presenza dell’Associazione Volovelistica “Giorgio Regazzoni” che dall’aviosuperficie ozzanese opera con un aliante ASK-21 e un areo Robin DR-400 per il traino in quota in tante attività legate al volo a vela, fra cui anche quella di dare la possibilità ai diversamente abili, che non hanno l’uso delle gambe, di provare l’ebbrezza del volo.

Nel campo dell’ala fissa grande interesse ha suscitato ancora una volta la replica del velivolo brasiliano EMB 312 “Tucano” prodotta dalla Fling Legend di Caltagirone (CT) in questa occasione esposta con un nuovo interessante look grigio opaco simile a quello adottato dai velivoli militari attuali. Grande la prova in volo che ha messo in evidenza le ottime caratteristiche di questa bellissima replica che lo scorso anno adottava la colorazione tipica della Pattuglia Acrobatica della Forca Aerea Brasileira e fu esposto soltanto in forma statica.

L’eleganza invece è stata offerta da un bellissimo Cirrus SR-22T che con le dotazioni altamente tecnologiche  ne fa un vero cavallo di battaglia della casa american nel Minnesota.

Più spartani, sicuramente, ma non meno interessanti, i velivoli della specialità Trial, uno sport nato negli States che con velivoli modificati e dotati di robusti carrelli di atterraggio e pneumatici enormi atterrano su qualsiasi tipo di terreno e in qualunque condizione esso si trova.

Il futuro invece è stato presentato dalla Flying Eye con i sui vari tipi di droni; l’Octo S100, modello a otto rotori adatto per la produzione di video, di grande autonomia e con una altezza massima raggiungibile di cento metri; l’Hexacopter V2 a sei rotori che può imbarcare un apparecchio fotografico, una videocamera HD o un sensore termico, con raggio d’azione di 1 km ad una altezza massima di mille metri nonché il drone Quad Phantom, con quattro motori, anch’esso adatto per riprese video.

La partecipazione dei velivoli CAP al 42° Raduno è stata differente da quella delle scorse edizioni, ma ha visto la presenza di numerosi velivoli interessanti fra cui il vincitore del Trofeo Rotondi, un premio annuale che viene assegnato a chi tra i soci ha realizzato una costruzione particolarmente significativa, aggiudicato quest’anno al bellissimo  I-ATOB, un Warrior WR2.

Grande interesse ha suscitato la presenza di un raro velivolo ormai storico: il Procaer F15B “Picchio” I-CICO della fine  anni ’50 come sviluppo dei precedenti Falco e Nibbio del progettista Stelio Frati.

Nonostante tutto, meteo compreso, anche questo raduno del CAP è stato un momento di aggregazione fra i soci che ha raccolto tante cose; il bilancio di un anno ormai trascorso, le costruzioni da fare, quelle già fatte, i programmi futuri. E in casa CAP si pensa già al 2015.

(testo e foto di Claudio Toselli)