Scoperta una targa in memoria dell’eroico pilota collaudatore dell’ex URSS Rimantas Stankevičius, morto nel 1990 in un incidente di volo a Salgareda

L'eroico pilota collaudatore dell'ex Unione Sovietica Rimantas Stankevičius (in primo piano)

(Tempo di lettura: 03′:15″)

Domenica 6 settembre scorso, presso la Nuova Aviosuperficie  Luciano Narder a Campodipietra di Salgareda, in provincia di Treviso, è stata scoperta una targa commemorativa (foto a lato) nel luogo in cui morì trent’anni fa il pilota collaudatore dell’ex Unione Sovietica Rimantas Stankevičius durante un volo dimostrativo, nel corso del salone aereo che si teneva in quei giorni nella città veneta.

Il momento della scoperta della targa dal sindaco di Salgareda, Andrea Favaretto, dal proprietario dell’aviosuperficie Massimiliano Narder e dall’organizzatore dell’iniziativa Denis Losev

Una breve ma solenne cerimonia, con tanto di piccolo concerto e mostra di aeromodellismo, hanno preceduto e hanno fatto da cornice alla scoperta della targa a cui hanno partecipato i rappresentanti delle autorità locali, tra le quali il sindaco di Salgareda, Andrea Favaretto, il proprietario dell’aviosuperficie Massimiliano Narder, entrambi grandi sostenitori dell’iniziativa, unitamente all’ideatore e organizzatore del progetto dal 2017, Denis Losev, giovane manager di nazionalità russa residente in Italia da molti anni, pilota e grande appassionato di volo, nonché attivissimo promotore di attività di volo all’Aero Club “Francesco Baracca” di Lugo di Romagna.

Il proprietario dell’aviosuperficie di Salgareda Massimiliano Narder (a destra) assieme a Denis Losev

Alla cerimonia hanno partecipato oltre trecento persone, di cui molti piloti giunti in volo da tutta Italia con venticinque aeroplani.

Rimantas Stankevičius, è stato uno dei principali piloti collaudatori dell’Istituto di Ricerca Aeronautica di Gromov (LII), che ha fornito un grande contributo allo sviluppo dell’aviazione di quella nazione, in particolare alla preparazione e ai test principalmente dei velivoli Jet MiG-29 e Su-27. Nel 1977 è stato iscritto al primo gruppo di cosmonauti sovietici in preparazione per i voli sulla navetta spaziale Buran, partecipando anche ai suoi test di volo.

Il Su-27 poco prima dell’impatto

Il pilota morì il 9 settembre 1990, nell’incidente accaduto al suo velivolo, un jet da caccia Su-27 di fabbricazione sovietica, durante una prova dimostrativa a bassa quota sull’Aviosuperficie di Salgareda. Per evitare che il velivolo cadesse fra il pubblico, preferì sacrificare la sua vita e pilotare l’aereo fino alla fine rinunciando a lanciarsi col seggiolino eiettabile.
La sua tragica morte era stata preceduta da un altro incidente, in cui rimase ferito gravemente il pilota sovietico Leonid Lobas, divenuto in seguito uno dei leader del Gromov Flight Research Institute. Era previsto che Lobas partecipasse allo spettacolo aereo di Salgareda, ma a causa di un incidente accaduto qualche tempo prima col pilota italiano Mario Ferrari a bordo di un velivolo leggero d’addestramento statunitense, in cui l’italiano perse la vita, Stankevičius prima della sua ultima esibizione acrobatica, per tragica fatalità, gli dedicò il suo volo scrivendo un breve messaggio in cui osservava che: “Le tragedie nel cielo sono troppo costose, e il dolore delle perdite non è compensato dai successi. Vorrei che il prezzo della vita non fosse dimenticato. Ma i piloti non muoiono, i piloti partono in volo.

Da ricordare che Rimantas Stankevičius era anche il miglior amico di Igor Volk, un altro famoso astronauta ed eroe dell’ex Unione Sovietica, venuto a mancare per cause naturali nel 2017, che visitò nel 2014 l’Aero Club “Francesco Baracca” di Lugo e che nell’occasione volò in compagnia di Denis Losev a bordo del Cessna 172 I-LURR del sodalizio lughese.
Oggi Rimantas Stankevičius è sepolto nella sua nativa Lituania. Nella città di Zhukovsky, vicino a Mosca, dove si trova l’istituto LII, è stata scoperta un’altra targa commemorativa in suo onore e una via della capitale russa è stata intitolata a lui.
Il gruppo organizzatore dell’iniziativa per perpetuare la memoria in Italia dell’eroico pilota dell’ex Unione Sovietica, capeggiato da Denis Losev, era composto da piloti, collaudatori, connazionali della Federazione russa e appassionati di aviazione. Questo progetto, apprezzato e sostenuto dall’amministrazione comunale di Salgareda, è stato realizzato grazie ad alcune iniziative per la raccolta di fondi, soprattutto con l’organizzazione di un concerto di beneficenza e con le donazioni volontarie di amici e piloti, per la realizzazione della targa, che è stata fabbricata espressamente a Mosca e trasportata in Italia da un velivolo della Compagnia di bandiera russa Aeroflot.

EdP – Massimo Baldi (Foto: per gentile concessione di Denis Losev)

Aggiornamento del 9 settembre 2020 h. 10:10

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