Open House 2016: Palazzo Aeronautica apre le porte al pubblico

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Sabato 7 e domenica 8 maggio sarà possibile visitare gratuitamente la sede istituzionale dell’Aeronautica Militare

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Palazzo Aeronautica (foto Aeronautica Militare)

Nell’ambito della manifestazione “Open House“, che quest’anno festeggia il suo primo lustro, ancora una volta il Palazzo dell’Aeronautica apre le porte al pubblico. La sede istituzionale dell’Aeronautica Militare sarà uno dei 170 edifici di Roma che si potranno visitare gratuitamente nel corso del fine settimana di sabato 7 e domenica 8 maggio a partire dalle ore 10.00 fino alle 18.00, con accesso ogni 30 minuti da viale dell’Università 4.

Con la partecipazione a questa iniziativa, l’Aeronautica Militare vuole sottolineare la sensibilità della Forza Armata nel perseguire il principio dell’educazione alla conoscenza e alla tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico del Paese. Tale impegno si lega allo stesso codice genetico dell’Aeronautica Militare, fondato sulla coscienza condivisa di una storia comune di valori, tradizioni, sacrificio e attività al servizio della collettività.

palazzoaminternoOpen House Roma è un evento annuale che in un solo week end consente l’apertura gratuita di centinaia di edifici della Capitale notevoli per le peculiarità architettoniche – artistiche e che, a differenza di iniziative simili, rivolge particolare attenzione oltre che al patrimonio storico, anche e soprattutto a quello moderno e contemporaneo.

Il monumentale Palazzo dell’Aeronautica, fu voluto dall’allora ministro della Regia Aeronautica (1926-1933) Italo Balbo il quale, per la progettazione, si rivolse ad un architetto di soli 28 anni, Roberto Marino; i lavori furono ultimati in due anni ed il palazzo è ritenuto il primo in Italia ad essere costruito interamente in cemento armato.

L’edificio è disegnato con linee larghe e sicure a sottolineare, nell’intento dell’epoca, le caratteristiche di una Roma moderna. L’interno fu concepito con criteri nuovi: grandi sale (in luogo del vecchio sistema cellulare) nelle quali si allineano i tavoli dei funzionari; i tramezzi che dividono le sale dai corridoi sono in gran parte di vetro trasparente; l’edificio, vastissimo, copre una superficie di circa 8000 metri quadri.

Semplicità ed eleganza sono riscontrabili anche negli elementi decorativi, non evidenti ma significativi, quali le maniglie che stilizzano un profilo alare o il motivo del “bastone di Comando”, allora segno distintivo degli ufficiali piloti, riproposto come abbellimento, elegante e affatto invasivo, delle ringhiere metalliche dello Scalone d’Onore, delle porte a vetri delle Sale degli Eroi e delle Nuvole, addirittura riportato nelle imponenti coperture dei caloriferi installati presso le Sale d’Onore.

La Sala Italia, la Sala Europa e la Sala delle Cartine sono sapientemente istoriate con pitture murali di carattere geografico, astronomico e storico. L’ultima delle tre sale citate, in particolare, rappresenta le due Crociere Atlantiche guidate dallo stesso Balbo nel 1930 e nel 1933, rispettivamente in Brasile e negli Stati Uniti. Le tre sale costituivano le tre anticamere di accesso alla piccola stanza di Italo Balbo – sulla cui parete era posta la scritta “Oltre il destino”, quasi a voler accentuare l’importanza della visita al ministro, caricandoli d’aspettativa, per i Capi di Stato invitati a Palazzo.

La funzionalità del Palazzo era inoltre posta in risalto dagli ascensori a ciclo continuo, “ascensore a paternoster” (esso consiste in due colonne attigue e parallele di cabine – atte ad ospitare due persone – sovrapposte e in lento movimento continuo, una in salita, l’altra in discesa; ad ogni piano servito, due varchi – uno per direzione di marcia – permettono agli utenti di salire o scendere “al volo” sulla o dalla cabina) e dal sistema di “posta pneumatica”, che consentiva in modo innovativo e in un’epoca in cui le e-mail erano una realtà lontanissima nel futuro, la comunicazione immediata tra le varie stanze.

(Fonte: Aeronautica Militare, Ufficio Generale per la Comunicazione, 2° Ufficio “Pubblica Informazione”, 4 maggio 2016)

(EdP-mb-ct)