Non ci sono sopravvissuti nell’incidente dell’elicottero precipitato sull’Appennino reggiano

Resi noti i nomi dei passeggeri del velivolo. La Procura di Reggio Emilia apre un'indagine per accertare le cause della tragedia. L'ANSV, ha inviato sul posto un proprio investigatore per l'apertura di un'inchiesta di sicurezza

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Il luogo dell’incidente visto dall’elicottero dell’83° C/SAR dell’A.M. (Fermo immagine da Video dell’Aeronautica Militare)

Nessun superstite tra le persone a bordo dell’elicottero, precipitato giovedì scorso nei pressi del Monte Cusna nell’appennino Emiliano, in territorio di Villa Minozzo di Reggio Emilia.
Dopo due giorni di affannose ricerche, le squadre di soccorso hanno scoperto durante la giornata di ieri tutti e sette i corpi senza vita delle persone coinvolte nella tragedia. L’elicottero si è schiantato in una valle, ad una quota di oltre 1.900 metri, al Passo degli Scaloni, a due chilometri dal rifugio Segheria, nei pressi del torrente Lama.
Contrariamente a quanto indicato in precedenza, dalle notizie in seguito acquisite  è emerso che il relitto del velivolo, rinvenuto bruciato, è stato rintracciato dopo la segnalazione effettuata ai soccorritori da un turista durante una un’escursione sul Monte Cusna. Il luogo dell’incidente, impervio e con vegetazione molto fitta, è stato raggiunto in breve tempo da un elicottero HH139 dell’83° Gruppo Combact SAR del 15° Stormo di Cervia dell’Aeronautica Militare, specializzato in ricerca e soccorso, con a bordo il comandante del Gruppo, il Magg. Daniele Gamba e personale del Soccorso Alpino, che è stato coadiuvato nelle operazioni dalle squadre di soccorso da terra.
A bordo del velivolo c’era Corrado Lavorin (foto sotto), 33 anni, originario di Polverara (PD), istruttore ed esperto pilota ai comandi dell’elicottero Agusta AW119 Koala, marche I-ELOP, assieme a due cittadini di nazionalità libanese, Chadi Kreidy e Tarek El Tayak, della ditta Sanita e Gespa del gruppo libanese Indevco e a quattro di nazionalità turca, Altug Erbil, Arif Cef, Serhat Kenar, Ilker Ucak, questi ultimi erano alti funzionari e dirigenti di società della holding Eczacibasi; gruppo che viene indicato in un articolo web dell’Ansa, come protagonista nel 2017 di un incidente dalla dinamica simile a questo, in cui morirono otto propri manager a bordo di un elicottero precipitato a Istambul per la nebbia. Gli imprenditori avevano partecipato alla fiera internazionale dell’industria cartiera “It’s Tissue” in corso a Lucca.
In seguito alla scomparsa dell’elicottero con a bordo gli altri funzionari e i dirigenti, erano state opportunamente informate le autorità turche e libiche. Per seguire più da vicino le ricerche dei dispersi, gli ambasciatori in Italia dei rispettivi Paesi avevano raggiunto la città di Modena.
Per le ricerche, coordinate dalla Prefettura di Modena unitamente all’Aeronautica Militare, sono state mobilitate tutte le forze disponibili di A.M., Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Soccorso Alpino, Carabinieri di Castelnuovo ne’ Monti, assieme a centinaia di volontari disponibili.
La zona della sciagura è stata posta sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria di Reggio Emilia, competente per territorio, che ha aperto un’indagine per chiarire le cause del grave incidente
L’ANSV – Agenzia Nazionale Sicurezza Volo, ha aperto parallelamente un’inchiesta di sicurezza e disposto l’invio di un proprio investigatore per accertare le cause della sciagura.

Un selfie di Corrado Levorin dal proprio profilo facebook

EdP-mb

 

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