Le capacità operative del caccia leggero multiruolo M-346FA

I controlli pre volo all'M-346FA del Project test pilot Giacomo Iannelli (foto Leonardo)

(Tempo di lettura: 03′:30″)

I commenti a Leonardo del Project test pilot Giacomo Iannelli

Il primo volo del prototipo completamente equipaggiato dell’M-346FA – Fighter Attack è un’importante pietra miliare nel programma di sviluppo della famiglia degli M-346.
L’M-346FA è un’evoluzione dell’M-346 Advanced Jet Trainer ed è stato progettato come caccia leggero multiruolo, equipaggiato con radar Grifo-M346 della Divisione Elettronica di Leonardo. L’aereo è proposto per rispondere a un’ampia serie di requisiti operativi per le forze aeree di tutto il mondo ed è in grado di svolgere sia missioni aria-suolo (CAS/COIN e interdizione con munizionamento guidato) sia aria-aria (air policing e homeland defence) e missioni di ricognizione e sorveglianza.


Per conoscere più a fondo come le capacità intrinseche del nuovo M-346FA ne fanno un eccellente ed efficace caccia leggero multiruolo, i responsabili dell’Ufficio Stampa di Leonardo hanno parlato di recente con Giacomo Iannelli, Project test pilot trainers della Divisione Velivoli di Leonardo, che ha effettuato il primo volo del nuovo velivolo, ha all’attivo centinaia di ore di volo sull’M-346, in versione addestratore, e ha anche volato dalla fine dello scorso anno il dimostratore dell’M-346FA. Di seguito l’intervista rilasciata dal pilota:

Quali sono le differenze tra queste varianti e la nuova versione, completamente equipaggiata e conforme alla produzione di serie dell’aereo?

Giacomo Iannelli: “La possibilità d’avere a bordo, sin dal primo volo, tutti gli equipaggiamenti previsti per la versione FA è da considerarsi come il vero valore aggiunto di questo velivolo pre-serie. Le eccellenti caratteristiche di volo e il livello di energia della variante Fighter Attack sono basicamente le stesse della variante da addestramento. Non dovendo verificare nessuno di questi aspetti abbiamo avuto la possibilità, sin dal primo volo, di passare a pieno regime a esplorare l’inviluppo di volo dell’aereo che ha, rispetto alla variante trainer, delle modifiche aerodinamiche. Nessuna sorpresa su questo fronte, come prevedibile. Questo permette l’immediata attenzione ai test sul radar, sui sistemi di guerra elettronica e di autodifesa, al 100% delle possibilità di questo nuovo nato della famiglia degli M-346.”

Quali sono le principali sfide di questo programma di test?
Giacomo Iannelli: “Ritengo che la parte maggiormente sfidante per il programma di sviluppo di questa nuova variante sia quella di fare in modo che tutti i nuovi sistemi di bordo e il sistema d’arma siano perfettamente integrati sulla piattaforma e il primo volo ci ha dato prova che siamo sulla strada giusta. Questo programma prevede uno stretto coordinamento tra le varie funzioni aziendali e i partner esterni e un importante lavoro ingegneristico per adeguare le caratteristiche dell’aereo al top delle sue possibilità operative. Un esempio di quanto sopra è la scelta del pod di designazione e puntamento Litening 5, che è sicuramente tra i più tecnologicamente avanzati tra quelli disponibili sul mercato. Consentitemi di dire che sono molto onorato di far parte di questo progetto, la sfida di partecipare a un programma di sviluppo di un aereo che può facilmente passare dal ruolo di trainer a una piattaforma da combattimento e viceversa, è un salto di qualità non da poco negli sforzi di razionalizzazione di ogni moderna forza aerea.”

Un giudizio sull’M-346FA come caccia leggero per impieghi sui moderni scenari internazionali, considerata la vasta esperienza operativa del Test Pilot Trainers?
Giacomo Iannelli: “Se si valutano le attività sugli scenari operativi di tutto il mondo sui quali le forze aeree hanno operato negli ultimi 20 anni, si può sottolineare un aspetto molto evidente: dopo i primi giorni di operazioni, in cui si opera in un contesto di confronto di alto livello con l’impiego di caccia di prima linea (come Eurofighter, Rafale, Tornado, F-16, F-15 e oggi anche F-35) il livello di proiezione di forza, che è sempre il principale compito di queste piattaforme, si riduce in modo deciso. A quel punto il ruolo del potere aereo cambia e le missioni diventano la protezione e la scorta delle forze di terra che si muovono in territorio ostile. Alla fine di ogni campagna è sempre emerso che le missioni CAS, COIN e di sorveglianza sono in gran parte dei casi almeno il 50% del totale. Considerando questo dato e il costo per ora di volo dei moderni velivoli da difesa, ritengo sia efficace pianificare queste missioni con aerei agili e capaci e con un basso costo operativo, lasciando ai caccia di prima linea “pesanti” il ruolo di stabilire, e poi mantenere, il dominio dei cieli sul campo di battaglia. L’M-346FA è nato per svolgere queste missioni e le sue capacità sono esattamente il frutto delle esperienze operative fatte dalle forze aeree di tutto il mondo nelle campagne svoltesi nei decenni passati.”

(Fonte e foto: Ufficio Stampa Leonardo)

EdP-mb

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