Ali ribelli: successo di pubblico alla proiezione del docufilm sul pilota della Grande Guerra Guido Keller von Kellerer

Che fece parte con valore della gloriosa 91ª Squadriglia comandata dall’Asso degli Assi lughese, Magg. Pilota Francesco Baracca

La sala Estense della Rocca di Lugo (RA) poco prima della proiezione del docufilm (Foto: Baldi)

Guido Keller von Kellerer

Sabato 11 novembre scorso, si è tenuta nella sala Estense della Rocca di Lugo (RA), la presentazione del film-documentario in anteprima dal titolo “Ali ribelli – Guido Keller: La sua storia a Sant’Anna d’Alfaedo 1916, che ha registrato la partecipazione di circa un centinaio di spettatori.
Il film è basato sulla vita di Guido Keller von Kellerer (a sinistra nella foto), milanese, discendente da una nobile famiglia di origine elvetica, stravagante tenente pilota attratto soprattutto dall’arte, dalla filosofia e dalla letteratura, noto per le sue bizzarrie, il naturismo, l’anticonformismo, l’insubordinazione e una grande voglia di libertà. Nonostante le stranezze fece parte, valorosamente, della gloriosa 91ª Squadriglia comandata dall’Asso degli Assi lughese, Magg. Pilota Francesco Baracca, Medaglia d’oro al Valor Militare.
Introdotti dall’Avvocato Giovanni Baracca, che ha fatto gli onori di casa come discendente della famiglia Baracca e presidente dell’Associazione Arma Aeronautica di Lugo, organizzatrice dell’evento, hanno preso la parola, Mauro Antonellini, in veste di moderatore, presidente dell’Associazione del Grifo legata al Museo Francesco Baracca di Lugo, il giornalista Daniele Filippi esperto di aviazione e conoscitore della vita di Francesco Baracca e Mauro Vittorio Quattrina,  che ha ideato, scritto e diretto il docufilm, regista di successo, documentarista, autore, scrittore e compositore, nonché consulente storico di fiction e film di guerra.
L’opera, della durata di oltre un’ora, ha ripercorso, anche attraverso l’utilizzo di immagini d’epoca e la ricostruzione storica, i luoghi e la vita dell’eccentrico e bizzarro pilota, dal 1915 in poi, anno in cui Keller prese il brevetto civile di aeroplano a Torino Mirafiori e si arruolò, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, nel Corpo della Regia Aeronautica venendo destinato nel 1916 al Campo di aviazione di Verona Trombetta come ricognitore aereo. Dato che la zona di atterraggio era spesso non utilizzabile per la nebbia, pare sia stato lo stesso Keller a individuare a Sant’Anna d’Alfaedo un prato di 350 metri di lunghezza, a circa mille metri di quota, dove stabilirsi e allestire un campo di volo per intervenire prontamente, stando già in quota, nel caso di attacchi nemici sulla città. Durante questo periodo si fece apprezzare per il suo coraggio ma anche per le sue stramberie, come girare nudo per il campo volo portandosi appresso un’aquila o fare i propri bisogni corporali stando appollaiato su un albero o rifiutandosi di portare la divisa o volare in pigiama con ai piedi un paio di babbucce orientali.  Trasferito nel 1917 all’80°Squadriglia Caccia, nel novembre dello stesso anno passò alla 91° Squadriglia degli Assi di cui era comandante Francesco Baracca, il quale riuscì ad ottenere disciplina dal pilota, che si era dimostrato molto valoroso e sprezzante del pericolo durante le missioni di guerra.  Dopo la morte di Baracca, Keller rimase ferito nel corso di una missione sul fronte, catturato dai nemici, fu liberato dalle truppe italiane dopo la Battaglia di Vittorio Veneto.
Durante la guerra conobbe Gabriele D’Annunzio, di cui divenne fervido sostenitore. Nel 1919 svolse un ruolo fondamentale nella presa della città di Fiume organizzata con una colonna di un migliaio di legionari, comandata dallo stesso  D’Annunzio.
Gli anni seguenti lo videro protagonista di altre vicende riportate dagli storici, come il suo tentativo di creare, senza successo, una propria compagnia aerea in Turchia, la sua breve iscrizione al Partito Fascista, la nomina come addetto aeronautico all’Ambasciata d’Italia a Berlino, o l’avventura del Rio delle Amazzoni come cercatore d’oro ed altri episodi.
Gli ultimi anni della sua vita li trascorse in povertà ad Ostia e nel novembre 1929 morì a soli 37 anni, nel modo meno eroico immaginabile, in un incidente stradale a Magliano Sabina. Per volere di Gabriele D’Annunzio, fu sepolto sul Colle delle Arche del Vittoriale a Gardone Riviera, tra i pochi eletti che vi sono deposti e dove riposa anche lo stesso Vate dal 1938.
In questo docufilm il regista Mauro Vittorio Quattrina (a lato, nella foto Linkedln), ha voluto esaltare soprattutto i luoghi in cui ha vissuto Guido Keller von Kellerer, rivivere i suoi rapporti con la famiglia e tratteggiare, nella rappresentazione cinematografica, un’immagine il più possibile aderente alla realtà dell’uomo stravagante, irriverente e anticonformista che era questo bizzarro personaggio, ricordando nello stesso tempo la sua figura di valoroso pilota che aveva dimostrato di essere nel corso dei numerosi combattimenti aerei affrontati durante la Grande Guerra.

EdP-mb

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