Aeronautica Militare: restauro di un Macchi C.205 “Veltro” recuperato al largo dell’isola di Pantelleria    

Martedì 5 marzo a Palazzo Aeronautica la presentazione delle attività di recupero e restauro

edp

Un Macchi C.205 “Veltro” (foto: repertorio Claudio Toselli)

Roma – Nell’ambito delle attività di recupero e valorizzazione del proprio patrimonio storico, l’Aeronautica Militare presenterà – martedì 5 marzo, dalle ore 16, presso il Palazzo dell’Aeronautica a Roma (Ingresso Viale Pretoriano n. 18, dalle ore 15:45) – le attività di recupero e restauro di un Macchi C.205 serie I, matricola MM9310, del 1° Stormo Caccia, ritrovato nel mare antistante l’isola di Pantelleria.
L’evento, organizzato dall’Aeronautica Militare e moderato dal giornalista Vincenzo Grienti, ospiterà gli interventi del Gen. Isp. Capo Basilio Di Martino, storico aeronautico che darà un inquadramento degli accadimenti sull’isola di Pantelleria nel 1943, del Col. Franco Linzalone, Comandante del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria, di rappresentanti degli enti che hanno collaborato al recupero, tra cui la Guardia Costiera – anche con la sua componente subacquea –, l’Università di PalermoMuseo dei Motori e dei Meccanismi, la Soprintendenza del Mare Regione Siciliana e Renato Andrich, figlio del Sergente Maggiore Pilota Alvise Andrich, Asso dell’Aeronautica Militare pluridecorato al Valor Militare.

Il Macchi C.205 Veltro, considerato il miglior aereo da caccia italiano della Seconda Guerra Mondiale, è l’evoluzione del Macchi C202 Folgore ed entrò in servizio proprio a Pantelleria nell’aprile 1943. Fu il primo caccia italiano in grado di confrontarsi alla pari con gli avversari dell’epoca, pur in condizioni di schiacciante inferiorità numerica.
Il relitto dell’MM9310 (motore, longheroni alari con carrello e mitragliatrici) fu scoperto a largo di Pantelleria nel 2007, adagiato sul fondale a circa 30 m di profondità a 700 m dalla costa, e recuperato nel 2023 grazie alla collaborazione tra Aeronautica Militare, Capitaneria di Porto, Soprintendenza del Mare e OTS Green Divers. Lo studio dei reperti ha portato all’identificazione del pilota, individuato nel Sergente Maggiore Pilota Alvise Andrich, Asso dell’Aeronautica Militare pluridecorato al Valor Militare, abbattuto in data 8 giugno 1943 e salvatosi lanciandosi col paracadute.

Motore: Modello Fiat RA. 1050 RC. 58, 1.475 CV Velocità: 646 km/h Tangenza: 11.000 m
Armamento: 2 mitragliatrici 12,7 mm; 2 mitragliatrici 7,7 mm Autonomia: 1000 km Lunghezza: 8,45 m

 

Alvise Andrich (in una  foto del 1934)

Alvise Andrich nasce a Vallada Agordina, in provincia di Belluno, nel 1915. Il fratello Giovanni è un grande alpinista e amico del re del Belgio, Leopoldo, suo compagno di arrampicate. Anche Alvise da giovanissimo inizia ad arrampicare. In breve dimostra una eccezionale maestria e diventa protagonista dell’epopea del sesto grado, in particolare nel gruppo del Civetta. Nonostante il breve periodo di attività, fra il 1934 e il 1936, ancora oggi numerose vie di arrampicata sulle Alpi portano il nome di Alvise Andrich.
Arruolatosi nel 1936 come sottufficiale pilota, dopo aver combattuto in diversi teatri operativi, nel giugno del 1943 partecipa alla difesa di Pantelleria, dove viene abbattuto. Nel 1944 si unisce all’Aeronautica Cobelligerante e torna a volare sul P-39 Aircobra, entrando a far parte del 4° Stormo Caccia. È stato compagno di volo di quello che in seguito è divenuto il Generale Bertolaso: entrambi veneti, Alvise è di tre anni più grande e vengono chiamati “el vecio e il bocia”. Per gli atti di coraggio in guerra riceve due medaglie d’argento e due di bronzo al Valor Militare e tre croci di guerra al Valore.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, continua la propria carriera in Aeronautica Militare e viene promosso sottotenente per meriti di guerra. Muore il 17 ottobre 1951, ai comandi di un Beechcraft C-45F Expeditor durante una missione di trasferimento sull’Appennino a causa di una formazione di ghiaccio sulle ali. Rimanendo al posto di pilotaggio durante il precipitare dell’aereo, ha consentito agli altri membri dell’equipaggio di gettarsi con il paracadute, riuscendo a schivare un paese e ad evitare una strage. Per l’atto di eroismo ottenne la medaglia d’argento alla Memoria.

(Fonte: Ministero della Difesa – Aeronautica Militare – Stato Maggiore Aeronautica – 5° Reparto Comunicazione – Ufficio Pubblica Informazione)
Foto: Claudio Toselli
EdP-mb

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultime News

Aero Club “Francesco Baracca” di Lugo: Eurotour 2024 in aeroplano

  ________________ Il 25 aprile 2024 è un giorno di festa per l’Italia, ma è anche l’occasione buona per iniziare un’impresa...

Ricerca per categoria: