Terremoto Nepal: l’esperienza del Sistema di protezione civile italiano a servizio della popolazione colpita

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Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio (foto Protezione Civile)
Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio (foto Protezione Civile)
Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio (foto Protezione Civile)

«La missione italiana in Nepal è stata pianificata dal Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del Meccanismo Europeo», ha ricordato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dall’aeroporto di Pratica di Mare dal quale è  decollato il velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo la task force che è arrivato oggi in Nepal.

«La missione – ha proseguito il Capo Dipartimento – è stata orientata all’intervento medico-sanitario per diversi motivi. Il primo è legato alla distanza tra Italia e Nepal: in emergenze come queste, le Nazioni Unite – che coordinano l’arrivo degli aiuti dall’estero – preferiscono fare giungere squadre per la ricerca e il soccorso dai Paesi confinanti a quello colpito. Il secondo è legato alle notizie che stanno arrivando dal territorio: ci sono ancora numerose località non raggiunte, diversi ospedali nel territorio colpito sono al collasso, quindi la decisione di inviare la task force di assistenza sanitaria e di supporto tecnico-operativo è parsa subito la più utile per garantire un effettivo supporto alle autorità locali e dare la migliore assistenza possibile alle popolazioni colpite».

«Ancora una volta il sistema di protezione civile italiano si dimostra pronto a rispondere alle esigenze di chi sta soffrendo – ha concluso Fabrizio Curcio -. Siamo orgogliosi di contribuire, con la comunità internazionale, ad alleviare, per quanto possibile, le condizioni di disagio delle popolazioni colpite».

(Ufficio Stampa Protezione Civile) 29 aprile 2015

(EdP-mb)