Storia e aviazione: al Museo di Felonica (MN) i resti del P-47D del Cap. USAAF Arthur E. Halfpapp abbattuto nel 1945

I resti del motore del velivolo P-47D (foto R. Frannina)

(Tempo di lettura: 01′:45)

di Claudio Toselli

Dopo aver richiamato alla memoria, nei giorni scorsi, su queste pagine il primo Caduto della Força Aerea Brasileira sulla Linea Gotica, il 2° Ten. Pilota John Richardson Cordeiro e Silva, ricordato da un monumento nel paese di Livergnano (BO), oggi ci spostiamo per l’occasione nella zona del mantovano: il visitatore che si reca al Museo della Seconda Guerra Mondiale sul fiume Po di Felonica (Mantova), può vedere i resti di un motore e altri pezzi del velivolo dell’USAAF del capitano statunitense Arthur E. Halfpapp, di 24 anni, che perse la vita nel corso di una missione aerea nel ferrarese, colpito dalla contraerea delle armate tedesche in ritirata.

Il capitano statunitense Arthur E. Halfpapp, di 24 anni, abbattuto dalla contraerea tedesca

Partito il 24 aprile 1945 dall’aeroporto approntato dagli Alleati a Cesenatico, in Romagna, a bordo del suo cacciabombardiere P-47D Thunderbolt (44-20080) dell’87° Squadron, 79th Group della 12th Air Force dell’USAAF, per una missione di ricognizione armata lungo gli argini dei fiumi Adige e Po, al comando di una sezione di velivoli per attacchi contro bersagli a terra, dopo aver effettuato vari mitragliamenti a veicoli tedeschi il suo aereo veniva colpito dalla contraerea cadendo tra i paesi di Ro e Guarda Ferrarese. Il violentissimo urto sul terreno provocava la morte istantanea del pilota.
Per quasi 70 anni i poveri resti del giovane ufficiale sono rimasti sepolti a oltre quattro metri di profondità nel punto dell’impatto, assieme all’aereo che si era letteralmente disintegrato nella caduta, fino a quando gli Archeologi dell’Aria, un’associazione formata da appassionati ricercatori di relitti di aerei della Seconda Guerra Mondiale, con sede nella Frazione di Ambrogio nel Comune di Copparo (FE), seguendo le testimonianze di persone che a quel tempo videro cadere l’aereo, dopo lunghe ricerche e aver individuato l’esatto punto dell’impatto, nel 2014 hanno potuto recuperare, assieme ad alcuni gruppi di ricerca, numerosi  reperti avio e provvedere all’esumazione del corpo del pilota. Diverse parti dell’aereo e il motore sono state esposte presso il Museo di Felonica, mentre i resti del giovane ufficiale pilota sono stati consegnati ai familiari ancora viventi, consentendo di poter dare una degna sepoltura al giovane caduto dell’aviazione statunitense “missing in action”. Il Capitano Arthur E. Halfpapp ha potuto così fare ritorno nella città dove vive la sua famiglia in USA, e oggi riposa nell’Indiantown Gap National Cemetery, di Annville in Pennsylvania.

Per chi volesse approfondire la vicenda, dal punto di vista storico, può cliccare sul pulsante per accedere a uno specifico Forum del Gruppo ADA, l’Associazione Archeologi dell’Aria, dove sono riportati approfondimenti storici sulla vicenda della morte del giovane ufficiale e sul ritrovamento e recupero del suo velivolo:

(EdP-collaborazione redazionale Massimo Baldi)

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