Riunito il Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale

 

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Il Palazzo del Quirinale (foto: Wikimedia Commons)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto, il 24 novembre scorso, al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Alla riunione hanno partecipato, il Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Interno On. Angelino Alfano, il Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Pier Carlo Padoan, il Ministro dello Sviluppo Economico Dott. Carlo Calenda e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Claudio Graziano.  Inoltre, hanno presenziato, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Prof. Claudio De Vincenti, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Dott. Ugo Zampetti e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Gen. Rolando Mosca Moschini.

Il Consiglio ha fatto il punto di situazione sui principali scenari di crisi e di conflitto e sugli impegni delle Forze Armate nei diversi teatri.

In Libia, pur in un contesto ancora incerto e denso di rischi, l’arretramento del Daesh e la messa in sicurezza di aree critiche del Paese sembrano aprire nuove possibilità negoziali per un rafforzamento e un ampliamento dell’esecutivo che lo pongano in grado di assumere più efficacemente il controllo del territorio e la guida del processo di pacificazione, evitando un inasprimento del confronto tra le fazioni ed il rischio di un nuovo destabilizzante conflitto interno, con i riflessi che esso implicherebbe sui flussi migratori e sulla sicurezza dell’Italia e dell’Europa.

Con riferimento al teatro siro-iracheno, considerati gli eventi in corso e la possibilità che essi determinino modificazioni significative della situazione in tempi relativamente brevi, il Consiglio ha convenuto sulla necessità che la Comunità Internazionale acceleri, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, il processo negoziale volto a conferire alla regione un assetto post-conflittuale più equilibrato e stabile. In tale quadro, è prevedibile che debbano essere realizzate strutture idonee a gestire, in primo luogo, l’immane tragedia umanitaria dei profughi e, successivamente, il difficile processo di ricostruzione istituzionale, economica e sociale delle diverse entità statuali investite dal conflitto.

Recenti importanti avvenimenti hanno conferito maggiore impulso alla Politica di Sicurezza e Difesa Comune dell’Unione. Preso atto del rilievo che il potenziamento delle strutture e delle capacità operative e una più efficace cooperazione finanziaria ed industriale nel settore degli armamenti rivestono quali punti focali qualificanti dell’organizzazione UE, il Consiglio ha espresso il convincimento che la costruzione della “Difesa Europea” debba poggiare innanzitutto su un accordo politico forte, finalizzato all’attuazione di un disegno concreto di ampio respiro e di immediata utilità condivisa.

L’Alleanza Atlantica resta assolutamente centrale per la sicurezza interna ed esterna dell’Europa e per gli equilibri internazionali. In raccordo con essa, la nuova Difesa Europea dovrà costituire un polo coeso e unitario, in grado di condividere con gli USA gli sforzi per la governance globale nel segno dello stato di diritto e dello sviluppo.

È stato fatto anche il punto sui lavori per l’attuazione del Libro Bianco della Difesa. Il Disegno di Legge per l’emanazione di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi inizierà a breve l’iter parlamentare.

(Fonte: Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)

(EdP-mb)