Reinhold Messner intervistato dal Forum Aeroporto di Bolzano

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L’aeroporto di Bolzano in questi ultimi tempi è al centro dell’attenzione in Alto Adige-Süd Tirol: gli architetti altoatesini si  sono incontrati recentemente per discutere sul futuro dello scalo in vista del referendum che dovrà decidere, il prossimo 12 giugno, in merito al piano di sviluppo dell’aeroporto; struttura che rischia di non decollare proprio per quel fronte di oppositori  che – secondo notizie stampa – giudicano l’aeroporto “…una struttura costosa, inutile dannosa e pericolosa…”.  Gli architetti altoatesini hanno discusso di recente sul futuro dell’aeroporto e come i responsabili delle locali agenzie di viaggio, si sono detti favorevoli ad appoggiare il concetto di sviluppo dello scalo. L’aeroporto di Bolzano è senza ombra di dubbio una struttura molto importante per tutta la comunità, sia per i cittadini dei centri turistici e sia per quelli che abitano nei luoghi più isolati delle valli. Un vero aeroporto regionale moderno e funzionale, al passo coi tempi, costituisce «un’opportunità (…) che può veramente essere una porta di accesso al  mondo», come ha sottolineato di recente Otman Michaeler, presidente della società ABD che gestisce l’aeroporto; un’opportunità che si deve cogliere al volo – sottolineiamo noi – il cui sviluppo non potrà che costituire un reale valore aggiunto per l’economia di tutto l’Alto Adige-Süd Tirol e soprattutto per stare al passo coi tempi, sradicando arcaiche idee di oscurantismo che non consentono alcuna forma di progresso e di sviluppo sociale.
Nei giorni scorsi i responsabili del Forum Flughafen Bozen/Forum Aeroporto di Bolzano hanno incontrato un personaggio locale, da sempre sostenitore dell’aeroporto, molto amato e noto in tutto il mondo, Reinhold Messner. Ai redattori del Forum Messner ha rilasciato una breve intervista sull’argomento (che appare nella rubrica “Attualità” del forum stesso) che anche noi abbiamo voluto pubblicare su queste pagine web, in quanto reale testimonianza di un cittadino speciale, particolarmente rappresentativo e vanto per l’Alto Adige-Süd Tirol, grande campione sportivo, da sempre favorevole all’ecologia e alla sostenibilità ambientale (EdP – Massimo Baldi).

Intervista a Reinhold Messner rilasciata al Forum Flughafen Bozen/Forum Aeroporto di Bolzano 

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«Un’infrastruttura indispensabile in un mondo sempre più globale e connesso, un pilastro importante per garantire competitività al territorio e mantenere alta la qualità della vita, un’opportunità per tutto il territorio, compresi i confinanti e gli agricoltori». Così Reinhold Messner vede l’aeroporto di Bolzano. Il Forum Aeroporto ha incontrato il “Re degli Ottomila” nel suo museo a Castel Firmiano.

Reinhold Messner, perché l’Alto Adige ha bisogno di un aeroporto funzionante?

Sono un sostenitore dell’aeroporto della prima ora, da quando negli anni Ottanta sono stato invitato a salire sul primo volo Bolzano Vienna. Ne ero convinto allora e ne sono convinto ancora oggi: se vogliamo vivere in una terra globalizzata, allora abbiamo bisogno di un aeroporto funzionante, altrimenti perderemo il contatto con il resto del mondo. Questo vale per il turismo, per le nostre imprese leader a livello internazionale, per l’università.

Partiamo dal turismo…

L’Alto Adige è una delle più belle destinazioni per il turismo legato alla montagna. Un mercato che storicamente nasce con i britannici, che sono stati dei pionieri. Ma oggi per loro è troppo complicato arrivare dall’Inghilterra: senza un collegamento aereo questi turisti non possiamo portarli qui da noi. E’ molto semplice: senza aereo, niente vacanza. Lo stesso vale per tutti mercati di provenienza distanti più di 800 chilometri dall’Alto Adige. Pensiamo agli indiani o ai cinesi: se ci fosse l’offerta di un collegamento per Bolzano, attraverso un hub internazionale come Francoforte o Monaco, potremmo portare qui anche loro. E’ importante che si capisca che l’aeroporto non serve a pochi eletti, ma che è un presupposto indispensabile per portare gente da fuori in Alto Adige.

A chi altri serve l’aeroporto?

Penso innanzitutto alla nostra università e alle imprese locali che riescono ad essere leader nei loro settori anche a livello internazionale. I migliori cervelli possiamo portarli qui da noi in Alto Adige solo se siamo raggiungibili. E le nostre aziende possono vendere i loro prodotti di eccellenza nel campo delle tecnologie alpine o degli alimentari solo se hanno l’opportunità di farli vedere ai loro clienti provenienti da tutto il mondo. E’ una fortuna per tutti che alcune delle nostre imprese locali siano riuscite a ottenere grandi successi a livello internazionale. Solo se funziona l’economia possiamo mantenere la nostra elevata qualità della vita e l’aeroporto costituisce un pilastro fondamentale in questo senso.

Si può allo stesso tempo essere favorevoli all’aeroporto e impegnarsi a favore della sostenibilità ambientale?

Assolutamente sì. Capisco le preoccupazioni, ma la domanda è: cosa siamo disposti a fare per avere un’elevata qualità della vita? E’ chiaro che se andassimo tutti a piedi senza mai usare l’auto, se vietassimo di usare le stufe a legno nei nostri masi o se evitassimo di scaldare le nostre case potremmo ridurre l’inquinamento. Ma non è questo il futuro che vogliamo. Il futuro che io mi auguro è quello di un Alto Adige che sia parte integrante di un mondo sempre più mobile, un Alto Adige che possa far vedere le proprie eccellenze e attraverso di esse continuare ad avere successo. Aggiungo una riflessione: ogni giorno il cielo dell’Alto Adige viene sorvolato da mille aerei. Sono grandi aerei che passano sopra le nostre teste, ma che nessuno contesta. In un mondo globale, sono necessari. E in più rappresentano il modo più efficiente per spostarsi: non c’è bisogno di strade, di ferrovie, non si spreca territorio perché basta un aeroporto per partire e uno per atterrare.

La preoccupazione è più forte tra chi vive più vicino all’aeroporto…

Capisco anche i confinanti, anche io sono tra di loro. Qui a Castel Firmiano ci troviamo proprio in uno dei posti che sorvolano gli aerei che utilizzano l’aeroporto di Bolzano. Ma è molto peggio il rumore di un elicottero, non avete idea quante interviste televisive abbiamo dovuto interrompere a causa loro… Ma c’è una motivazione ancora più importante. C’è bisogno di maggiore solidarietà, per il successo di tutti è necessario che qualcuno debba anche accettare qualche scomodità. D’altra parte sono convinto che anche la Bassa Atesina approfitterà dell’aeroporto in termini turistici, esattamente come i tanti agricoltori che dovranno essere in grado di vendere i propri prodotti d’eccellenza come le mele altoatesine ai clienti che si trovano in tutto il mondo.

A proposito di solidarietà: in Europa stanno tornando i confini…

E’ proprio questo il punto, stiamo perdendo la solidarietà tra di noi. Lo vediamo in Europa, ma lo vediamo anche qui da noi in Alto Adige. Ma solo se saremo capaci di collaborare, di affrontare i problemi insieme, potremo avere successo. C’è bisogno di tanta energia, di tanta informazione, di lealtà e correttezza, di coraggio.

Anche per indire un referendum sul futuro dell’aeroporto ci vuole coraggio…

Dico la  verità, io non lo avrei fatto. In campagna elettorale il Presidente della Provincia si è espresso molto chiaramente a favore della realizzazione di un aeroporto funzionante: il successo che ha ottenuto sarebbe bastato come legittimazione popolare. Ciò nonostante ora gli altoatesini avranno la possibilità di tornare a dire la loro. E’ una grande opportunità e mi auguro che tutti si impegnino a favore di un’informazione corretta. Essere contro qualcosa è sempre più facile – chi oggi è contro l’aeroporto sono le stesse persone che non vogliono il tunnel di base del Brennero, che è un’opera strategica per il nostro futuro, o che in passato erano contro la superstrada MeBo – ma se l’informazione sarà corretta sono convinto che la popolazione altoatesina capirà che i vantaggi di un piccolo aeroporto funzionante vanno molto oltre i possibili rischi.

(Fonte: Forum Aeroporto di Bolzano, 14 aprile 2016)