Protezione civile: a Lussemburgo riunione dei Direttori Generali di protezione civile Europei

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Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Ing. Fabrizio Curcio (foto d'archivio Protezione Civile)
Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Ing. Fabrizio Curcio (foto d’archivio Protezione Civile)

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha partecipato oggi, presso la sede del Ministero degli Affari esteri del Granducato di Lussemburgo – Paese che ricopre la carica di Presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea – alla 35esima Riunione dei Direttori Generali di protezione civile.

L’incontro – a cui prendono parte i vertici di protezione civile di 34 Paesi, tra Stati membri dell’Unione Europea, quelli dell’Area economica europea e quelli candidati – si è aperto con il saluto d’indirizzo della nuova Direttrice Generale della DG ECHO Monique Pariat, che ha aggiornato i Direttori sugli sviluppi relativi all’Emergency Response Coordination Centre (ERCC) e illustrato i progressi raggiunti a un anno e mezzo dalla riforma del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, in particolare rispetto alla politica di prevenzione del rischio, alla valutazione nazionale dei rischi e all’adozione delle linee guida per la valutazione della capacità di gestione del rischio.

Il meeting è stato anche l’occasione per fare il punto sulle emergenze recenti che hanno richiesto l’attivazione del Meccanismo di protezione civile europeo: sono 18 le attivazioni da gennaio ad agosto 2015, tra cui la più rilevante è quella legata al terribile terremoto che ha duramente colpito il Nepal lo scorso aprile. Tra le emergenze attivate nell’arco dell’anno ne risultano ancora aperte due, entrambe su temi che si discostano dal tradizionale campo delle calamità naturali: Ebola e l’eccezionale afflusso di migranti in Ungheria ed in Serbia.

Rispetto alla discussione sul rafforzamento della capacità di risposta rapida europea, il Capo del Dipartimento ha confermato «…l’intenzione dell’Italia ad aderire al sistema del pool volontario», che attraverso l’indicazione di moduli di protezione civile pre-impegnati consente una più rapida risposta alle richieste di assistenza veicolate dall’ERCC, grazie a una misura nella legge del luglio 2015 Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

«L’Italia – ha sottolineato Curciocrede fermamente nella costruzione di una più ampia comunità di Paesi che cooperino con l’UE nell’ambito della Politica Europea di Vicinato». In particolare ha ricordato il Capo Dipartimento  «…la Protezione Civile italiana è impegnata in diversi progetti per promuovere il Meccanismo di protezione civile dell’UE, rivolti ai paesi delle coste meridionali del Mediterraneo e finanziati dal Meccanismo stesso: “uno è attivo già da qualche mese in Tunisia, con i colleghi tedeschi, l’altro – in partenza – è rivolto a Palestina, Israele e Giordania, assieme ai colleghi ciprioti

Al termine dei lavori, l’Italia ha infine presentato il Programma IPA FLOODS per la prevenzione, preparazione e risposta alle inondazioni nei Balcani Occidentali e in Turchia, finanziato dalla Commissione Europea DG ECHO con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dell’impatto negativo del rischio alluvione nella regione.

(Fonte: Ufficio Stampa Dipartimento della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri, 24 settembre 2015)

(EdP-mb)