Il Presidente Mattarella ha presieduto ieri il Consiglio Supremo di Difesa

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (immagine di repertorio)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto ieri 21 ottobre, al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

Alla riunione hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Matteo Renzi, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Interno, On. Angelino Alfano, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Pier Carlo Padoan, il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, il Ministro dello Sviluppo Economico, Dott.ssa Federica Guidi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano. Hanno altresì presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Prof. Claudio De Vincenti, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dott. Ugo Zampetti e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.

Sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri e della Difesa, il Consiglio ha esaminato la situazione internazionale rilevando come la perdurante offensiva Daesh (Ad dawla al islamiya fi ‘Iraq wa Shem, acronimo arabo di ISIS – Islamic State of Iraq and the Levant, ndr), il moltiplicarsi dei conflitti e l’instabilità nella regione mediterranea e nel vicino oriente, le crescenti ondate migratorie, nonché le difficoltà incontrate dalla Comunità Internazionale nella gestione delle crisi caratterizzino un quadro delle relazioni internazionali e della sicurezza in rapido e sensibile deterioramento in aree molto prossime all’Italia e all’Europa.

Il Consiglio ha quindi valutato i possibili riflessi della situazione sul territorio nazionale, illustrati dalla relazione del Ministro dell’Interno. In questo contesto, le risorse per la sicurezza e la difesa, bene impiegate con intelligenza e pragmatismo per prevenire prima ancora che per reagire, sono produttive per il benessere e lo sviluppo del nostro Paese. È necessario che gli sforzi siano concentrati sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza.

L’Italia opera in seno alla Comunità Internazionale, con tutte le capacità di cui dispone, per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica nei diversi teatri di crisi in cui essa si sviluppa e dai quali minaccia di investire il nostro stesso Paese.

In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.

In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.

Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi.

(Fonte: Ufficio Stampa, Presidenza della Repubblica, 21 ottobre 2015)

(EdP-mb)

1 COMMENT

  1. le solite cose all’italiana il governo italiano con il presidente RENZI fà una legge salvaguardia delle banche giustificando che é stata fatta solo nell’interesse dei dipendenti delle banche tralasciando in miseria migliaia e migliaia di risparmiatori che con sacrifici di tutta una vista avevano accumulati e sono stati derubati dalle stesse banche che hanno usufruito di benefici di tali leggi.
    però per coincidenza all’interno di uno dei consigli dell’amministrazione di una banche lavoravano sia il padre che il fratello del ministro Boschi.
    la magistratura nell’indagare ha ritenuto che il consiglio di amministrazione ove erano presenti i parenti di primo grado del ministro boschi , vengono perseguiti con il reato di banca rotta fratulente ecc in paese normale pur se é vero che qualcuno dei deputati sol per salvaguardarsi qualche poltroncina afferma che i peccati dei padri non ricadono sui figli. il ministro si dovrebbe immediatamente dimettere e se ciò non avviene di volontà propria il presidente del consiglio dovrebbe immediatamente intervenire nei confronti del ministro boschi e obbligargli le dimissioni, forse probabilmente lui é molto impegnato a spostarsi con il suo nuovo aereo comprato con i soldi degli italiani per farsì che la sua persona quotidianamente esca attraverso i media televisivi mondiali .
    il presidente mattarella quale presidente di una repubblica democratica visto che da due anni il governo non é stato legittimato dal popolo ed inoltre fa solo annunci gratuiti di aver risolto dei problemi ma la situazione italiana sia sul versante finanziario , occupazionale istituzionale determinando ancora milioni di italiani in povertà dovrebbe mettere in atto il suo dovere che gli é stato concesso perché lui ha giurato al momento delle elezioni di essere equidistante dagli interessi personali dei politici sciogliere le camere e ridare il diritto ai cittadini italiani di potere esprimere un governo più serio e che affronta con tenacia le molteplici problematiche che vive da quasi 10 anni lo stato italiano .

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