Fly&Feel Kamchatka 2022: un tour aereo di oltre 22mila km organizzato dall’Aero Club “Francesco Baracca” di Lugo di Romagna

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Il 2022 sarà l’anno del più lungo tour aereo mai organizzato dal sodalizio lughese. Dall’Italia alla Penisola russa della Kamchatka e ritorno a bordo di aerei da turismo. Un’impresa da Guinness dei Primati, col patrocinio del Comune di Lugo  

di Massimo Baldi

I loghi che accompagneranno il tour durante questo anno di organizzazione (immagine grafica Denis Losev)

Verso la fine di giugno del prossimo anno, una decina di aerei da turismo dell’Aero Club “Francesco Baracca“ di Lugo di Romagna, di altri sodalizi e di privati, con oltre  venticinque piloti a bordo, decolleranno dall’aeroporto lughese di Villa San Martino, in provincia di Ravenna, per un volo in formazione di oltre 22mila chilometri, fra andata e ritorno, suddiviso in oltre 30 tappe intermedie, sorvolando sterminate zone disabitate della Russia, con destinazione finale la lontana penisola della Kamchatka: un’impresa riservata a piloti coraggiosi intitolata “Fly & Feel Kamchatka 2022”, letteralmente “volare e sentire Kamchatka”.
Negli ultimi dieci anni il gruppo sportivo Facebook “Il Popolo dell’Aria” dell’aeroclub lughese che porta le insegne dell’Asso degli Assi Francesco Baracca, ha portato a termine felicemente e con orgoglio tre tour aerei particolarmente difficili verso l’Est europeo: nel 2011, in Russia, a Tver, Mosca e San Pietroburgo, con la partecipazione di 11 velivoli, nel 2012, in Ucraina, a Odessa, Kiev e Lviv con ben 12 velivoli e nel 2019, nuovamente in Russia, a Pskov, Mosca e Dobrograd  con 9 velivoli. Con questa nuova avventura viene proposto un progetto simile ai precedenti tour, che indubbiamente presenta componenti di difficoltà e di impegno decisamente superiori agli altri. Sarà un viaggio molto più lungo attraverso territori inospitali, da effettuare a bordo di dieci-undici velivoli da turismo dell’Aviazione Generale e del Volo da Diporto e Sportivo avanzati, con decollo dall’aeroporto di Lugo e destinazione finale la città di Petropavlovsk-Kamchatsky a Sud della remota penisola della Kamchatka. Centro che dista in linea retta dalla Romagna ben 8.753 km, attraversando Slovenia, Austria, Slovacchia, Polonia, Bielorussia e Russia. Da sottolineare che il percorso di volo in territorio russo si snoda per buona parte su sterminate aree di tundra artica e profonde foreste di conifere disabitate, popolate solo da animali selvatici, passando dalla Siberia all’Estremo Oriente fin sopra al Giappone e richiede scali intermedi obbligatori dove sostare per riposare e rifornirsi di carburante; il che significa una deviazione da una rotta in linea retta che comporta un sensibile aumento delle distanze che arrivano a superare per la sola andata gli 11mila chilometri, con tratte in volo della durata di cinque ore consecutive da effettuare in formazione allargata e a vista, con condizioni meteorologiche mutevoli e instabili, che richiederanno ben dieci-undici giorni di viaggio, una sosta di alcuni giorni in Kamchatka e altri dieci-undici giorni per il ritorno in Italia. Per un totale di oltre 100 ore di volo stimate per ogni velivolo, più la manutenzione ordinaria obbligatoria degli aerei a metà dell’itinerario dopo circa 50 ore di volo dall’Italia.

Il percorso di volo con relative tappe

Già da qualche mese procede senza sosta la difficile pianificazione e il coordinamento di questa impresa da parte dell’organizzatore e promotore anche di tutti i precedenti tour, l’ingegnere aeronautico e pilota russo Denis Losev, da anni in Italia per motivi di lavoro e socio del sodalizio lughese, affiancato dai suoi infaticabili collaboratori e compagni di avventura, nonché soci o dirigenti dell’Aero Club di Lugo, Corrado Foschi, Paolo Zecchini, Eros Tugnoli e Daniele Garavini, con la supervisione del presidente del sodalizio lughese Oriano Callegati e del suo vice, il generale di brigata Marco Buscaroli. Un’avventura a cui si è subito appassionato anche il sindaco della città di Lugo Davide Ranalli che ha ricevuto in Comune nella tarda mattinata di oggi 6 ottobre, accompagnato dal vice sindaco e assessore allo sport Pasquale Montalti unitamente al capo di Gabinetto Gabriele Montanari, una delegazione dell’Aero Club di Lugo, appoggiando questo coinvolgente progetto con la concessione del Patrocinio del Comune e l’uso dello stemma comunale per l’iniziativa.

Da sx. il capo di gabinetto del sindaco Montanari, l’ing. Denis Losev, il presidente AeCLugo Callegati, il Sindaco di Lugo Ranalli, il vice sindaco Montalti, il dirigente e organizzatore del sodalizio, Foschi e il vice pres. AeCLugo generale Buscaroli (foto Ufficio Stampa Comune di Lugo)

Gli obiettivi di questa entusiasmante e difficile impresa sono diversi: Per prima cosa incoraggiare e incrementare il turismo aereo internazionale verso quei territori utilizzando oltre ai velivoli commerciali anche gli aerei dell’AG o VDS avanzati. Poi contribuire ad iniziative a carattere storico e culturale. A questo proposito, in territorio russo i nostri piloti faranno una sosta speciale nella città di Tambov, per una visita al sacrario e memoriale degli oltre 8mila soldati italiani deceduti durante la prigionia, nel 1943, nel corso della Seconda Guerra Mondiale (vedi foto sotto). Un’ulteriore ragione di questo viaggio consiste nel raccogliere storie e materiali multimediali per realizzare un documentario WebTV e far conoscere al grande pubblico le bellezze di quella terra che a tutt’oggi in Italia sono semi sconosciute. Un altro motivo di questa spedizione va ricercata anche nel desiderio di rafforzare le relazioni d’amicizia createsi fin dal 2011 tra i piloti privati russi e italiani che hanno partecipato ai precedenti tour. L’ultimo obiettivo e forse il più importante da raggiungere con questa impresa, valutata attentamente la difficoltà che presenta nel suo insieme questa avventura, è quello di stabilire un record mondiale da registrare fra i Guinness dei primati, di cui è già stata formalizzata richiesta ufficiale alla direzione della Guinness Record Book; per saperne qualcosa di più si dovrà attendere tra le 12 e le 16 settimane, dati i tempi lunghi di elaborazione standard della domanda. Inoltre è stata avanzata richiesta alla direzione del National Geographic per la partecipazione di loro operatori all’impresa finalizzata alla realizzazione di un documentario per il loro Canale televisivo.

Presentazione del tour:  – in lingua italiana     – in lingua inglese

EdP-mb

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