Ciao vecchia “Stufa”

Un AB-205/MH-205 della Brigata Aeromobile "Friuli" in azione (foto C. Toselli)

(Tempo di lettura: 03’00”)

Testo e foto di Claudio Toselli

Il 17 novembre scorso l’Aviazione dell’Esercito ha congedato definitivamente tutta la linea AB-205/MH-205. Purtroppo a causa della problematica sanitaria che attualmente sconvolge il nostro paese, l’addio a questo elicottero che ha fatto storia sia in Italia nell’Aviazione dell’Esercito che in moltissime forze aeree mondiali, è passato sottotono senza quella particolare solennità come invece sarebbe stato in tempi normali, ma non in totale silenzio perché l’AVES ha organizzato piccole cerimonie in alcuni Reparti Volo che lo hanno avuto in dotazione fino agli ultimi giorni e che fanno parte della Brigata Aeromobile Friuli: il 5° Reggimento AVES “Rigel”, di base sull’aeroporto “F.Baracca” di Casarsa della Delizia e il 2° Reparto di Sostegno AVES “Orione”, sull’aeroporto “F.Pesci” di Bologna, in quest’ultimo alla presenza del Comandante della Brigata Friuli Generale di Brigata Stefano Lagorio.
Sull’aeroporto friulano la cerimonia è iniziata il mattino quando una piccola formazione di tre AB-205 è decollata per un saluto in formazione alla Regione Friuli-Venezia Giulia che lo ha visto in volo nel suo cielo per moltissimi anni, poi sugli aeroporti di Rivolto, Maniago, Campoformido, Aviano e La Comina, per poi fare rotta verso Viterbo, ultima base AVES in cui hanno fermato definitivamente i loro rotori. Stessa cerimonia a Bologna quando altri tre “Huey” si sono alzati per un sorvolo sulla base per poi dirigersi verso Viterbo.
Si è conclusa un’era con il pensionamento di questo elicottero che non avrà mai un suo simile nel ruolo che esercitava; una macchina tuttofare, indistruttibile e impareggiabile che ha solcato i cieli di mezzo mondo caratterizzato dalle insegne di numerosissime forze aeree fra cui quella dell’US Army che come UH-1 (Utility Helicopter) ha partecipato alla guerra in Vietnam. In Italia ha servito nell’ALE (Aviazione Leggera dell’Esercito) prima e AVES (Aviazione dell’Esercito) poi fino dal 1966 in 115 esemplari come elicottero multiruolo con il compito di supportare le truppe di terra, evacuazione di feriti e trasporto truppe in luoghi prefissati, antincendio con apposita benna appesa al gancio baricentrico, soccorso. Al primo esemplare acquistato fu assegnato il codice ESC-3 (Elicottero Sostegno al Combattimento) dotato di armamento con sistema d’arma M21-MAMEE (Meyer Ammunition Module Emerson Electric) costituito da due lanciarazzi da sette tubi ciascuno del calibro da 70 mm in coppia a due mitragliatrici Minigun M-134 GAU-2B da 7,62 mm a sei canne rotanti con celerità di tiro di 4000 colpi al minuto oppure da due mitragliatrici brandeggiabili MG42/59 da 7,62 mm posizionate sui fianchi dell’elicottero.
Fra le imprese che hanno visto protagonista l’AB-205 va ricordata anche la missione “Everest 1973” dove elicotteri dell’allora ALE parteciparono al supporto della Spedizione Monzino sull’Everest e da non dimenticare anche l’impiego dei ”205” che sostituirono i primi AB-204 nel teatro operativo libanese nella task force Italair, l’unità di volo italiana che ha operato in quel Paese garantendo il supporto aereo alla missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) in aderenza a quanto prescritto dalla Lettr of Assist (LOA) non altro che il documento con il quale il Governo Italiano si impegnava a fornire assetti aerei alla missione delle Nazioni Unite nel “Paese dei cedri” dal 1979.
Chiamato dai suoi piloti goliardicamente “Stufa”, “Mucca”o “Mulo” è stata una macchina spartana che ha operato in ogni ambiente e con ogni condizione meteorologica e il suo arrivo era preceduto dall’inconfondibile flappeggio delle sue pale che non sentiremo mai più. Era anche il classico “Babbocottero” ossia lo special color che veniva eseguito per le festività natalizie in vari reparti dell’AVES, riportando sulla sua fusoliera scene di cartoni animati cari ai bambini e portava loro giocattoli e dolciumi o per altri particolari anniversari. In futuro sarà sostituito dagli altri modelli più recenti e moderni che però non avranno lo stesso fascino del vecchio e “buon… duecentocinque”.

(un click sulle immagini per ingrandire)

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