Verso il decollo di una nuova era industriale (Immagine: Grok AI)
Abbiamo ricevuto e condividiamo con piacere un articolo di Fabrizio Braghini, editorialista, pubblicato sulla Rivista del Distretto Aerospaziale Piemonte, “Aerospazio in Piemonte”, n. 2 febbraio-marzo 2026.
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di Fabrizio Braghini
I dati di fine anno per l’ecosistema “aeronautica civile” sono indicativi della solidità produttiva e di una domanda con un trend in crescita continuativa nel lungo periodo. La crescita è risultata moderata rispetto al comparto della difesa dove è diventato prioritario e urgente l’accelerazione dell’innovazione e degli sviluppi per nuove applicazioni ed equipaggiamenti a motivo del deterioramento della situazione securitaria. Dal lato della domanda, il trasporto aereo riconferma che il mercato mondiale raddoppierà entro il 2045 con l’immissione in servizio di 42-44mila nuovi velivoli commerciali, spinto anche dalla maggiore domanda di viaggi nelle economie emergenti.
Una domanda che “tira” è un indice della solidità e della fiducia riposta dall’utenza nel trasporto aereo.
Se si considera il settore principale del comparto aeronautica civile, cioè quello dei grandi velivoli commerciali, l’elevato numero di consegne di consegne e di ordini (indicatori di riferimento) dei due grandi costruttori Airbus e Boeing ne sono una conferma.
Airbus conferma la posizione di primo produttore per il settimo anno consecutivo con 793 consegne appena sopra il target di 790 rivisto da 820, la solita accelerazione in dicembre – ben 136 unità – mancando di poco il livello di 800 unità per il ritardo di un fornitore, seguita da Boeing con 600 unità (348 nel 2024). Boeing, che ha affrontato 7 anni di crisi dovute a problematiche tecniche e scioperi, ha fatto una spettacolare rimonta con un incremento del 72% delle consegne, con una traiettoria che riduce lo scarto tra le due società e avvicina un riequilibrio con la rivale Airbus.
A sua volta, ma a parti invertite, Boeing ha cumulato più ordini netti di Airbus, la prima volta dal 2018, rispettivamente 1173 e 889 unità. Nella fascia dei wide bodies Boeing è in prima posizione con 524 ordini rispetto ai 258 di Airbus, tra questi 351 B787 Dreamliner e 96 A330NEO. Il portafoglio ordini di entrambi i costruttori è molto elevato, 8754 Airbus e 6720 Boeing, valori rappresentativi di un mercato mondiale che “tira” una forte domanda. Vengono assicurati carichi di lavoro – con positivi effetti occupazionali per diversi anni – su un orizzonte più che decennale, caratteristica peraltro rara in altri comparti produttivi a fronte delle incertezze politiche ed economiche e delle sfide dell’attuale scenario internazionale. Potenziale concorrente del duopolio nei “narrow bodies” mono-corridoio come A320NEO e B737MAX è la cinese Comac, il cui C919 è stato consegnato in appena 16 esemplari molto al di sotto dell’obiettivo di 75 velivoli. La rinnovata dinamica del comparto civile include tutti i segmenti con differenti velocità, dai velivoli regionali all’aviazione generale, dall’ala rotante ai velivoli business alla motoristica.
Si evidenziano qui i principali elementi caratterizzanti il comparto nel 2025. L’insieme delle aerolinee hanno conseguito un livello mai atteso (fonte IATA) dei ricavi pari a un trilione di $ e profit del 5-6$, e dal lato produttivo l’avvio di una tendenza a consegnare più rapidamente ai clienti. Su questo aspetto molti ordini attuali (17.000 complessivamente) non possono essere consegnati nel breve termine, con tempi di attesa anche di 10 anni. È questo uno dei motivi per cui si è assistito a un incremento del business dell’after market per manutenzioni e retrofit di interni. Per i principali produttori si ricorda che la stabilizzazione dei programmi in Boeing e il recupero della fiducia da parte delle Autorità di regolamentazione nonché di problemi attinenti alla qualità e alla gestione, mentre da parte di Airbus l’aumento delle cadenze di produzione e un recupero nella supply chain di livelli di qualità, pur con il permanere di consegne ritardate per quanto riguarda i motori e ritardi nella certificazione di velivoli come B777X e B737MX-10 e -7.
I clienti ricercano aerei di nuova generazione meno inquinanti o eco-efficienti, e in prospettiva la domanda si rivolgerà a velivoli a grande capacità e autonomia. Al momento non sono in cantiere velivoli della prossima generazione con configurazioni aerodinamiche non tradizionali e disrupting, e con l’introduzione di ambiziose tecnologie per l’energia come idrogeno e batterie che scontano un ritardo di maturazione di 5-10 anni, mentre senza fornire tempistiche anche per gli elevati costi, rischi e lunghi tempi di maturazione delle tecnologie, le industrie hanno un approccio conservativo e studiano sviluppi evolutivi e graduali per versioni a maggiore capacità come il B777-10 o l’A350-2000, cambiando pagina dagli insuccessi dell’A380 e del B747-8 dei primi anni Duemila.
All’interno di un ecosistema molto complesso come quello dell’aeronautica civile, diverse criticità che in questi anni hanno rallentato o interrotto sia i ratei produttivi sia l’innovazione, sono state comunque attenuate e in via di superamento o risolte, con il risultato di una gestione più fluida e miglioramenti nelle tempistiche di consegna. Ci si riferisce alla supply chain composta da migliaia di imprese medio-piccole operanti in molti paesi, che affrontano tempistiche accelerate richieste dai primes per incrementare la produzione che sono difficili da sostenere, problematiche tecniche sempre più complesse e sofisticate, con i relativi e crescenti costi associati di ricerca e sviluppo che comportano vulnerabilità, incertezze e fragilità finanziarie. La pressione per soddisfare i tempi di consegna comporta molte sfide per sostenere le cadenze e aumentare la capacità produttiva, per la messa in atto di misure di ottimizzazione dell’efficacia e della produttività dei processi con la trasformazione digitale, flessibilità per accelerare le consegne, formare il personale, proteggere finanziariamente i fornitori, ricercare fonti alternative di materiali e materie prime. L’evoluzione tecnologica si sposta dall’hardware al software, connettività, cyber, cloud, quantum, automazione, digital twins, analisi predittive, digitalizzazione per nuove soluzioni nel design manufacturing. l’utilizzo di big data, del supercalcolo e IA per la sperimentazione di nuove soluzioni. L’insieme di questi fattori mostrano l’avvio di una nuova fase e di un rinnovato dinamismo nelle iniziative di collaborazione industriale per l’aeronautica.
(Fonte: da “Aerospazio in Piemonte” n. 2/2026 – Distretto Aerospaziale Piemonte)
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