Foto: Associazione Aviazione Marittima Italiana
Grande successo per il debutto del Gidro 2026, seconda edizione del Giro d’Italia in Idrovolante. La prima parte di questo originale tour aereo si è svolta nei giorni scorsi con la partecipazione di sette velivoli anfibi ultraleggeri avanzati, provenienti da Cremona, Ferrara, Sondrio, Verona e anche dalla Svizzera. Gli aerei hanno percorso in totale 500 km, partendo dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino per raggiungere l’idroscalo storico del Lago di Como, Desenzano sul Garda (Brescia) e l’aeroporto di Gorizia, ammarando infine nel porto di Trieste. Il volo di questi idrovolanti ha visto come team leader Graziano Mazzolari, presidente della Scuola Italiana Volo, e come capo-formazione Sergio Scaramuzzi. In occasione dell’ultima tappa, si sono aggiunti altri due idrovolanti dell’Aero Club di Como, con la presenza anche del presidente onorario Cesare Baj.
Il Gidro 2026 è stato accolto ovunque da un pubblico attento e numeroso, che ha anche partecipato a diverse iniziative, tra cui conferenze e mostre a carattere aeronautico, incontri con le scuole e voli promozionali. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Aviazione Marittima Italiana, con la collaborazione di Associazione Arma Aeronautica-Aviatori d’Italia, Associazione Trasvolatori Atlantici, Associazione Pionieri dell’Aeronautica e della compagnia aerea umanitaria MAF Italia (Mission Aviation Fellowship). In alcune tappe, il tour si è avvalso anche della collaborazione dell’Aeronautica Militare e della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera.
Durante le prime tappe, è stata avviata la firma con le autorità locali di ALISEO (Alleanza per gli Idroscali Storici e l’Ecosistema Operativo), il progetto predisposto dall’avv. Paolo Re, responsabile del comitato d’onore dell’Aviazione Marittima Italiana, relativo alla creazione di una piattaforma per la valorizzazione dei tanti idroscali storici italiani e del volo anfibio e l’utilizzo degli idrovolanti per la sorveglianza ambientale territoriale. Inoltre il Politecnico di Torino, che ha realizzato una replica volante in scala ridotta dell’idrovolante S.55 protagonista delle celebri Trasvolate Atlantiche, ha anche illustrato alcuni suoi nuovi studi su materiali compositi, propulsione elettrica e sistemi “fuel cell” a idrogeno con l’obiettivo di realizzare velivoli a basso impatto ambientale, più efficienti e caratterizzati da elevate autonomie operative.
“Abbiamo avviato una preziosa collaborazione con la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e con le amministrazioni locali di comuni che insistono in parchi lacustri o fluviali”, ha dichiarato Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana. “Ciò ci ha consentito di effettuare regolarmente le attività di ammaraggio, flottaggio e decollo con gli idrovolanti ultraleggeri partecipanti al Gidro 2026. Il nostro obiettivo è promuovere il volo anfibio in Italia e dimostrare i vantaggi e le potenzialità dell’idrovolante come mezzo di trasporto per un nuovo turismo intermodale e sostenibile, oltre che come strumento a basso impatto ambientale per il controllo e la tutela di aree protette e parchi marini.”
