Avvistamenti di UFO: i documenti del progetto Blue Book interamente disponibili online (International Business Times)

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(International Business Times)

di Alessandro Martorana  16.01.2015

Ufo-in-orbita-terrestre-(NASA)
presunto ufo in orbita terrestre (foto NASA)

Se l’agente dell’FBI Fox Mulder fosse una persona reale e non uno dei personaggi di X-Files, questa per lui sarebbe una di quelle notizie che cambiano la vita: sono adesso disponibili online tutti i documenti relativi a Blue Book, un progetto dell’aeronautica militare degli Stati Uniti (USAF) mirato a catalogare gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, meglio conosciuti come UFO.

Blue Book è considerato il terzo programma dell’USAF mirato a studiare gli UFO: il primo fu “Sign”, avviato nel 1947; il secondo, “Grudge”, andò avanti dal 1949 al 1951; poi, per l’appunto, venne Blue Book, operante dal 1951 al 1969. Fino ad oggi i documenti relativi a Blue Book potevano essere visionati solamente recandosi di persona ai National Archives di Washington.

Se adesso i file sono disponibili online il merito è di un uomo di nome John Greenewald, che tramite il Freedom of Information Act (una legge statunitense che permette il rilascio di documenti precedentemente classificati e controllati dal governo federale) è riuscito a ricostruire l’enorme archivio del Blue Book, che può adesso essere consultato su The Black Vault.

L’archivio è vastissimo, e comprende 130.000 file riguardanti 12.618 avvistamenti. È certamente bene ricordare che, nonostante ormai nell’accezione più comune i due termini siano diventati quasi sinonimi, “UFO” non significa “astronave aliena”, ma indica semplicemente qualsiasi oggetto volante per il quale non sia possibile una rapida identificazione.

Secondo l’USAF la stragrande maggioranza degli avvistamenti inclusi nel Blue Book ha ricevuto una spiegazione soddisfacente, e si può quindi dire che riguardassero oggetti volanti identificati. Ma per una percentuale comunque significativa non è stato possibile fornire una spiegazione, ed in questo caso è giustificato parlare di “UFO”. Per la precisione, si tratta di 701 casi, ossia il 5,5% del totale.