Alenia, scoppia la guerra degli interinali: “A casa solo gli italiani” (Repubblica – Bari)

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Lo stabilimento Alenia (foto Repubblica)

La denuncia dei sindacati: contratti scaduti il 31 gennaio, l’azienda ha però reintegrato i lavoratori stranieri. “Diversi milioni di euro di finanziamenti pubblici e nessuna garanzia sull’occupazione”

(Repubblica – Bari)      08 gennaio 2015

Lo stabilimento Alenia (foto Repubblica)
Lo stabilimento Alenia (foto Repubblica)

Via i lavoratori interinali italiani, dentro solo quelli stranieri. Insorgono i sindacati metalmeccanici Fim Cisl e Uilm Uil di Taranto per quanto accaduto nello stabilimento Alenia Aermacchi di Grottaglie dove alla scadenza dei contratti di lavoro interinale sono stati rinnovati solo quelli dei lavoratori stranieri mentre quelli degli italiani (38) non sono stati confermati.  I 38 erano in forza ad Alenia da quasi un anno e mezzo e i loro contratti sono scaduti il 31 dicembre. Nel sito di Grottaglie Alenia Aermacchi lavorano quasi 800 persone e da alcuni anni lì si costruisce le fusoliere in fibra di carbonio dei Boeing 787. Non senza l’aiuto dei finanziamenti pubblici, come ora che sono stati reintegrati solo i i lavoratori interinali stranieri, si ricorda da più parti. 

“Non vogliamo mostrarci intolleranti nei confronti dei lavoratori stranieri, anche perché l’atteggiamento razzista non fa parte del nostro dna, ma – si legge in una nota della Fim Cisl – riteniamo giusto che Alenia debba darci alcune spiegazioni, evitando di eludere il sacrosanto principio delle pari opportunità e dignità a tutti i lavoratori. Per queste ragioni invitiamo Alenia Aermacchi a rivedere la sua posizione, da noi non condivisa, in considerazione della grave e conosciuta drammatica situazione occupazionale in cui versa il territorio ionico”. “Un’azienda importante e seria, qual è Alenia Aermacchi – prosegue il sindacato – non può comportarsi nella sua gestione in un modo così discutibile e contraddittorio”.

I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto un incontro urgente per discutere delle decisioni che sta prendendo l’azienda per lo stabilimento di Grottaglie, mentre anche la politica inteviene sul caso. “Questi lavoratori che hanno dato tanto al settore dell’Aerospazio in Puglia – lamenta il capogruppo Pd alla Regione Puglia, Pino Romano – rischiano ora il posto di lavoro. Si tratta di personale che per due anni è stato formato grazie ai contributi dell’azienda e della Regione. Un altro campanello d’allarme, potrebbero essere l’avvenuto dimezzamento del premio di risultato, e i piani meritocratici bloccati. Senza contare le diverse ditte esterne che, a quanto rifericono i lavoratori, rischiano drastici tagli: Engitech, Meth, Technoplants, Fata, Jmc, Hb, Wesco, Sipal, Tecnomessapia, Gse, Simmec. I lavoratori, inoltre, non comprendono come mai si faccia ricorso a ditte esterne applicando tagli al personale anziché internalizzarlo risparmiando sui costi, nonostante i carichi produttivi lo richiedano.

“Purtroppo – continua Romano – queste problematiche vengono a galla dopo circa due mesi che l’assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia ha stipulato l’ennesimo Contratto di programma con Alenia, per diversi milioni di euro. Questi investimenti fanno parte di una scelta precisa della Regione che ha reso possibile, grazie a una visione lungimirante, la nascita del Distretto dell’Aerospazio in Puglia, creando così le condizioni per un polo d’eccellenza europeo, che ha portato da noi la produzione di componenti fondamentali dei Boeing e dell’Art regionale. In questi anni, infatti, la Puglia ha investito tantissimo ma ora, alla luce dei problemi sollevati da lavoratori e sindacati, crediamo sia necessario verificare la necessità di agganciare i futuri investimenti alla garanzia di un aumento dei livelli occupazionali, e alla conferma della tenuta di quelli attuali con i riconoscimenti delle forme contrattuali dovute.

“Nel corso degli anni abbiamo costruito un know how unico – sottolinea ancora Romano  –  grazie a giovani professionalità che ora non possono temere per il loro futuro, soprattutto alla luce degli enormi sforzi economici messi in campo dalla Regione, per la formazione e il sostegno economico alla ricerca e alla innovazione. Sforzi che sono serviti a creare un contesto in cui il presidente di Boeing Italia, Antonio De Palmas, ha dichiarato di voler garantire la fase produttiva nonostante le preoccupazioni che da qualche tempo coinvolgono il futuro degli stabilimenti italiani impegnati nella creazione di componenti in fibra di

carbonio del 787, dopo le prime indiscrezioni che filtrano dal nuovo piano industriale di Finmeccanica su una possibile dismissione graduale del settore aviostrutture. Per questo, per impedire che si disperda anche solo un millesimo dell’impegno profuso in termini di progettualità e investimenti – conclude il capogruppo del democratici – chiediamo all’assessore Capone di individuare insieme una maniera per legare i Contratti di programma con la garanzia di lavoro”.