Aeroporto. Gnassi: siamo in un limbo e chiede convocazione conferenza permanente (newsrimini.it)

L'aeroporto di Rimini (foto Wiki)

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di Andrea Polazzi  – 12 gennaio 2015

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi
Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Una discreta doccia fredda sugli interessi della comunità riminese. Così il sindaco Andrea Gnassi commenta le ultime notizie giudiziarie sull’aeroporto con i ricorsi davanti al Tar dell’Emilia Romagna da parte del Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto di Rimini e San Marino e della stessa curatela fallimentare. Non si sbilancia oltre il primo cittadino perché, spiega, l’unica cosa che conti oggi è che l’aeroporto ‘Fellini’ torni presto alla sua piena operatività. Ma sul futuro dello scalo si addensano ancora molte ombre tanto che dopo il clima di fiduciosa attesa dovuto anche alla rapidità con cui Enac aveva completato la procedura di assegnazione della gestione, scrive Gnassi, “si è entrati ora in un limbo in cui, a quanto si intuisce, la ripresa di questa infrastruttura strategica per l’intero tessuto socioeconomico locale è subordinata a impedimenti formali.” Impedimenti, evidenzia il sindaco, che sembrano destinati a tutelare le posizioni dei diretti interessati piuttosto che l’interesse comune. Una tesi già avanzata anche dal segretario provinciale del Pd Magrini. Da Gnassi arriva l’invito a convocare entro la prossima settimana la conferenza permanente coordinata dal Prefetto Palomba per mettere sul piatto tutti gli eventuali problemi tecnici per poterli risolvere. “Se, a parole, – conclude – tutti si è concordi che l’aeroporto riparta ‘presto e bene’, bisogna che si operi nei fatti affinché questo avvenga. Non si può generare il sospetto che ci sia chi lavori per l’esito opposto.”

LA DICHIARAZIONE DI ANDREA GNASSI

“L’unica cosa che conti oggi per la comunità riminese, e per me, è che l’aeroporto ‘Fellini’ torni presto alla sua piena operatività. Questo e non altro, adesso, è interesse vero, concreto, necessario, urgente, strategico del nostro territorio. E questo è stato il solo obiettivo che ha mosso gli Enti locali, la Prefettura, il tessuto economico e sindacale, anche all’indomani del fallimento di Aeradria, da una parte a sollecitare ENAC alla redazione del bando pubblico per la ricerca più rapida possibile del nuovo gestore dello scalo; e dall’altra a garantire risorse finanziarie straordinarie in modo da garantire l’operatività dell’aeroporto anche nella fase transazionale. Le ultime notizie relative a questioni giuridiche aperte, più o meno ‘dovute’ e sottoposte perfino dalla stessa curatela fallimentare, rappresentano una discreta doccia fredda sugli interessi della comunità riminese a una rapida ripresa dell’attività aeroportuale. Dopo che in tempi positivamente rimarchevoli ENAC aveva completato la procedura di assegnazione della gestione, suscitando quantomeno un clima di fiduciosa attesa traguardato all’inizio del nuovo anno, si è entrati in un limbo in cui, a quanto si intuisce, la ripresa di questa infrastruttura strategica per l’intero tessuto socioeconomico locale è subordinata a impedimenti formali. Impedimenti che sembrano più destinati a tutelare posizioni ‘pro domo’ propria piuttosto che salvaguardare l’interesse comune. A fronte di tutto questo, giudicato esternamente incomprensibile, è a questo punto necessario che tutti gli eventuali problemi tecnici o meno si appalesino e siano messi sul tavolo per una loro subitanea soluzione. Se, a parole, tutti si è concordi che l’aeroporto riparta ‘presto e bene’, bisogna che si operi nei fatti affinché questo avvenga. Non si può neanche generare il sospetto che ci sia chi lavori per l’esito opposto. Per tutto ciò, auspico che si riunisca entro la prossima settimana la conferenza permanente, coordinata dal signor Prefetto di Rimini, in modo da stabilire con esattezza il punto in cui siamo.”