Aeroporto di Parma: trattativa avanti piano, “Tempo sta per scadere” (Parma Repubblica.it)

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Ancora nulla di concreto per il Verdi dopo l’annuncio dell’interessamento dei cinesi di Izp. L’amministratore Rastelli: “Affare ancora in piedi, ma senza passi avanti”

(Parma Repubblica.it)

6 gennaio 2015

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Aeroporto di Parma (foto Repubblica.it)

Si apre all’insegna dell’incertezza il 2015 per lo scalo Verdi di Parma. I cinesi di IZP sembrano restare in pista, ma dopo tante voci e speranze, al momento non si vedono all’orizzonte atti concreti. L’amministratore di Sogeap, società che gestisce l’aeroporto, Franco Rastelli: “Non ci sono passi avanti, ma la trattativa è ancora in piedi. Ci sono scambi di mail, si va per le lunghe”.

Le notizie dello scorso autunno parlavano di investimenti importanti, 250 milioni di dollari, ma per ora restano tutti sulla carta. “Il problema – riprende Rastelli – è che non possiamo aspettare, la società ha finito le risorse, il quadro è lo stesso di ottobre, non sono arrivati nuovi capitali. Più passa il tempo, meno c’è concretezza, ottimismo, oggi direi che è sotto il 50%”.

La partita del Verdi resta quanto mai aperta insomma. Legati all’approdo di un nuovo socio e di nuove risorse ci sono anche interventi importanti. Uno di questi è l’ampliamento della pista, indispensabile secondo l’amministratore, se si apriranno rotte verso la Cina. Opera, se mai arriverà a concretizzarsi, che dovrà vedere il coinvolgimento di istituzioni locali (come il Comune) e nazionali per i percorsi autorizzativi.

L’aerostazione per altro è già adeguata secondo Rastelli a sostenere un aumento di traffico: “Le infrastrutture possono reggere un volume di 600-700 mila passeggeri, da questo punto di vista non servono interventi, sono già stati fatti investimenti. Discorso diverso per la pista, se si dovranno ospitare aerei per la Cina”.  E con l’eventuale arrivo di Izp, gigante dell’e-commerce, si aprirebbe anche il discorso del polo logistico.

Passato Natale e la Befana all’aeroporto di Parma non resta che guardare ai primi di febbraio. Chissà che il Capodanno cinese non porti qualche buona notizia. (racas)