Aeroporto di Fiumicino, scatta l’allarme di sicurezza per passeggero sospetto a bordo (News Go.it)

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         (News Go.it) di Ester V. 19 gennaio 2015

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(Immagine di repertorio)

Dopo gli attentati in Francia e in Belgio, sale la soglia di allerta anche in Italia. Per questo motivo, ieri, all’aeroporto di Fiumicino un passeggero in attesa di partire è stato fermato.
Il volo Easyjet, diretto a Londra-Luton, era già pronto a decollare quando, poco prima di mezzogiorno, è scattato l’allarme di sicurezza e l’aereo è stato fermato. Passeggero sospetto a bordo, dalla segnalazione della polizia: un uomo di origini mediorientali in possesso di un passaporto falso. Le verifiche e i controlli lo hanno confermato.
Ovviamente la partenza è stata bloccata, mentre l’uomo è stato portato via dagli agenti e tutti i bagagli sono stati trasferiti a terra, al fine di individuare quello del passeggero sospetto.
L’antiterrorismo del Viminale ha iniziato a indagare per individuare la reale identità di quel passeggero che aveva un passaporto pachistano falso, e stabilire se possa essere tra i cittadini ritenuti pericolosi anche dalle altre polizie.

Attraverso l’Afis, il sistema automatizzato di identificazione delle impronte, si cerca di stabilire se l’identità che risulta sul documento coincida realmente con quella attribuita alle impronte. Gli uomini dell’antiterrorismo stanno anche cercando di verificare se il passeggero fosse già noto alle polizie europee. Si indaga su quale sia il suo passato, da quanto tempo fosse in Italia e, soprattutto, perché andasse a Londra e chi avrebbe dovuto incontrare.

Questo è il risultato di quanto ha sconvolto Parigi e Bruxelles. E’ di ieri l’intervento del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha reso noto il profilo dei dieci cittadini espulsi per motivi di sicurezza e presunti rapporti con il terrorismo islamico: reclutatori di jihadisti e uomini pronti a coinvolgere nella guerra santa anche le famiglie, donne incluse.
Cinque tunisini, un turco, un marocchino e un egiziano. Sono nove le espulsioni delle quali riferisce il ministro Angelino Alfano in conferenza stampa, ma a queste se ne aggiunge anche una decima, quella di un altro cittadino marocchino residente a Milano. I soggetti non graditi, che avevano tutti un regolare permesso di soggiorno e residenti da anni in Italia, sono stati allontanati da gennaio 2015 a causa di posizioni radicali in favore della jihad e dell’Isis.

Non si sottovaluta il pericolo destato dalla presenza nel nostro Paese di queste persone, reputate dei veri e propri reclutatori. Un esempio è il marocchino residente a Varese, classe ’47, abituale frequentatore di una moschea di Milano, che è stato considerato indesiderato proprio per l’attività di proselitismo di nuovi “soldati” pronti a combattere, oppure estremisti dell’Islam. Stessa situazione per l’altro marocchino residente a Cles, in provincia di Trento, che aveva scelto la Jihād. Due di loro erano pronti a combattere coinvolgendo anche le famiglie, incluse le donne. Da Milano e da una città piemontese hanno dovuto fare i bagagli due cittadini tunisini, anche loro titolari di regolari permessi di soggiorno. Un altro è partito dalle Marche, ma risultano anche due residenti a Roma. Uno è egiziano, l’altro è stato individuato dopo l’arresto di Saber Hmidi, tunisino di 30 anni, l’uomo che a novembre scorso, nel quartiere romano di San Basilio, aveva puntato una pistola alla tempia al poliziotto che voleva controllargli i documenti.

Attualmente l’uomo bloccato all’aeroporto a Fiumicino è in stato di fermo, a disposizione della procura di Civitavecchia.

Dopo gli attentati in Francia e in Belgio, sale la soglia di allerta anche in Italia. Per questo motivo, ieri, all’aeroporto di Fiumicino un passeggero in attesa di partire è stato fermato.
Il volo Easyjet, diretto a Londra-Luton, era già pronto a decollare quando, poco prima di mezzogiorno, è scattato l’allarme di sicurezza e l’aereo è stato fermato. Passeggero sospetto a bordo, dalla segnalazione della polizia: un uomo di origini mediorientali in possesso di un passaporto falso. Le verifiche e i controlli lo hanno confermato.
Ovviamente la partenza è stata bloccata, mentre l’uomo è stato portato via dagli agenti e tutti i bagagli sono stati trasferiti a terra, al fine di individuare quello del passeggero sospetto.
L’antiterrorismo del Viminale ha iniziato a indagare per individuare la reale identità di quel passeggero che aveva un passaporto pachistano falso, e stabilire se possa essere tra i cittadini ritenuti pericolosi anche dalle altre polizie.

Attraverso l’Afis, il sistema automatizzato di identificazione delle impronte, si cerca di stabilire se l’identità che risulta sul documento coincida realmente con quella attribuita alle impronte. Gli uomini dell’antiterrorismo stanno anche cercando di verificare se il passeggero fosse già noto alle polizie europee. Si indaga su quale sia il suo passato, da quanto tempo fosse in Italia e, soprattutto, perché andasse a Londra e chi avrebbe dovuto incontrare.

Questo è il risultato di quanto ha sconvolto Parigi e Bruxelles. E’ di ieri l’intervento del Ministro dell’Interno,Angelino Alfano, che ha reso noto il profilo dei dieci cittadini espulsi per motivi di sicurezza e presunti rapporti con il terrorismo islamico: reclutatori di jihadisti e uomini pronti a coinvolgere nella guerra santa anche le famiglie, donne incluse.
Cinque tunisini, un turco, un marocchino e un egiziano. Sono nove le espulsioni delle quali riferisce il ministro Angelino Alfano in conferenza stampa, ma a queste se ne aggiunge anche una decima, quella di un altro cittadino marocchino residente a Milano. I soggetti non graditi, che avevano tutti un regolare permesso di soggiorno e residenti da anni in Italia, sono stati allontanati da gennaio 2015 a causa di posizioni radicali in favore della jihad e dell’Isis.

Non si sottovaluta il pericolo destato dalla presenza nel nostro Paese di queste persone, reputate dei veri e propri reclutatori. Un esempio è il marocchino residente a Varese, classe ’47, abituale frequentatore di una moschea di Milano, che è stato considerato indesiderato proprio per l’attività di proselitismo di nuovi “soldati” pronti a combattere, oppure estremisti dell’Islam. Stessa situazione per l’altro marocchino residente a Cles, in provincia di Trento, che aveva scelto la Jihād. Due di loro erano pronti a combattere coinvolgendo anche le famiglie, incluse le donne. Da Milano e da una città piemontese hanno dovuto fare i bagagli due cittadini tunisini, anche loro titolari di regolari permessi di soggiorno. Un altro è partito dalle Marche, ma risultano anche due residenti a Roma. Uno è egiziano, l’altro è stato individuato dopo l’arresto di Saber Hmidi, tunisino di 30 anni, l’uomo che a novembre scorso, nel quartiere romano di San Basilio, aveva puntato una pistola alla tempia al poliziotto che voleva controllargli i documenti.

Attualmente l’uomo bloccato all’aeroporto a Fiumicino è in stato di fermo, a disposizione della procura di Civitavecchia.